WAV Clothing: streetwear made in Italy

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Il corpo, a differenza delle parole, non mente mai.
Ecco la frase che più di tutte identifica WAV Clothing, giovane brand di abbigliamento streetwear Made In Italy che non teme di affermare la propria unicità andando a evidenziare in modo innovativo i tratti distintivi del Bel Paese.

Ma andiamo con ordine: ho incrociato Giulia Bortoli, designer di WAV, negli spazi del co-working milanese dedicato alla moda Web Fashion Academy (un nome che vi consiglio di segnare). Stava armeggiando con una t-shirt e in pochi secondi eccola a catapultarmi nel mondo avant-street del suo marchio, riuscendo a conquistami in un attimo con la sua energia.

Wav parte dall’immaginario skate/surf, sfacciato e sperimentatore, andando a ricercare un’evoluzione tecnologica della street-culture. Questo avviene attraverso la ricerca di nuovi materiali e attraverso la scelta di un design dalle grafiche minimal, d’impatto, stampate su magliette monocromatiche, dal taglio ricercato.

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I contenuti vanno in una direzione ben precisa, partendo dal presupposto che la moda è fatta per trasmettere. E cosa c’è di più tipico della gestualità nella comunicazione italiana, che ci fa riconoscere in tutto il mondo? La mano, nelle molteplici pose che assume gesticolando, traduce in un attimo la nostra cultura in una chiave street universale.

Per il momento Wav Clothing si traduce in una capsule minimal ma curata: troverete la “scuba tee” bianca con grafica nera o nera con grafica bianca e gli shorts, sempre in due colori e personalizzabili con una skirt bianca, che li fa diventare un indumento componibile dalla versatilità straordinaria.

Il mio consiglio? Se amate lo streetwear e volete distinguervi dalla massa, seguite le tre onde di WAV Clothing: credo proprio che ci porteranno delle belle sorprese nel 2015!

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