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I tatuaggi dei criminali russi archiviati da Bronnikov Arkady

Le immagini che vedete qui attorno mostrano i tatuaggi di alcuni criminali russi fotografati tra la metà degli anni ’60 e la metà degli anni ’80 da Arkady Bronnikov.
Un vastissimo archivio ad uso interno creato da Bronnikov, per oltre trenta anni criminologo presso il Ministero degli Affari Interni dell’URSS, e considerato uno dei massimi esperti nell’interpretazione del simbolismo dei tatuaggi dei criminali in Russia. Per svolgere le sue funzioni era chiamato a visitare penitenziari delle regioni degli Urali e della Siberia, venendo così in contatto con i detenuti tatuati che intervistava e fotografava, raccogliendo importanti informazioni e dando vita a uno degli archivi più completi di questo fenomeno.

C’è un tizio che ha su un braccio un teschio con sotto la scritta “Memento Mori” e sul petto un’enorme aquila a due teste che risale al XV secolo, utilizzata come simbolo da Pietro il Grande, e che nel 1993, dopo la caduta del comunismo, ha sostituito la falce e martello come lo stemma della Federazione Russa. Ma all’epoca in cui fu scattata la foto, questo simbolo tatuato indicava potenza e rabbia contro l’URSS. E la statua della libertà che indica desiderio di libertà, mentre l’oscuro personaggio che tiene una pistola indica la disponibilità a commettere atti di violenza e omicidio. Gli occhi sul petto significano “posso vedere tutto” o anche “sto guardando”. Le stelle a otto punte tatuate sulle spalle segnano il portatore come un ladro “autorevole”.

È chiaro, non si tratta di foto fatte per amore dell’arte, della fotografia o dei tatuaggi, ma per uso interno di polizia, con fini esclusivamente pratici. Servivano per esempio per poter riacciuffare fuggiaschi o nell’identificazione dei cadaveri, ma non si può far a meno di notare come questi detenuti nelle foto tradiscano il loro lato umano.
Aggressività, presunzione, vulnerabilità, paura, malinconia, sfida. Storie fatte di pelle,  delitti e pene, inchiostro, tratti, cicatrici, tatuaggi ma — e forse lo dimentichiamo — inevitabilmente di persone.

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Nel 2013 la casa editrice londinese Fuel ha acquistato questa collezione composta da 918 fotografie e da una selezione è nato un libro Russian Criminal Tattoo Police Files più di 180 immagini (di cui 48 stampate su carta rosa) accompagnate da documenti ufficiali (interpretazioni, profili criminale ed appunti) redatti Bronnikov.

Dal 17 ottobre al 21 novembre, le foto sono esposte presso la Grimaldi Gavin Gallery di Londra.

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