Quel pusher di siti impossibili che è Luca di Marco di Collater.al spara un tweet del genere:

Clicco al volo e rilancio subito:

Lui risponde:

È chiaro: la barba è una questione serissima. Per me, per Luca, per Simone, per Gabriele, per Claudio, per molti di noi. Per chi ce l’ha in genere e trova sempre qualcuno che gli dice «dovresti tagliartela la barba». Chi la porta come me ormai da anni, certe volte più lunga, certe volte più corta, questa frase se l’è sentita dire mille volte.

Tutte le volte la risposta è sempre la stessa: no, la barba non la taglio, semmai la sistemo. Ad oggi non ricordo più quando ho fatto la barba con la schiuma e la lametta. Se domani mattina decidessi di farla dovrei comprare la schiuma e la lametta e non saprei più come si fa. Una volta avevo un blog dove ogni anno scrivevo i buoni propositi per l’anno successivo: c’era sempre quello di farsi la barba dopo tanto tempo.

Comunque, il Manifesto di averelabarba.it è questo:

In un’Italia distrutta dalla crisi economica e sociale l’ultima speranza per un giovane è AVERE LA BARBA e UN’IDEA.

Noi cerchiamo delle persone che la pensano in maniera diversa, che credono ancora a questo paese e che vogliono renderlo migliore: artisticamente, culturalmente, visivamente e musicalmente.

AVERE LA BARBA non è una moda. La moda è un’illusione. AVERE LA BARBA È REALTÀ.

Con questa premessa non potevo non innamorarmi subito del progetto creato da tre ragazzi con la barba piena di idee. Alessandro Toso, Claudio Traina, Diego Santi.
I tre barbuti vanno in cerca di storie di persone con la barba e a quanto si legge queste storie finiranno in un libro. C’è anche il form per il submit. Sul sito intanto iniziano a spuntare le prime storie, come quella di Vincent Van Gogh.

ps.
questo post non poteva non finire con un volo pindarico (ma mica tanto) indietro nel tempo al 20 aprile 2011: