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7am | Federico Conti Picamus

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Federico Conti Picamus.

Ciao Federico, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao! Ho 25 anni, sono di Trieste. Ho sempre amato disegnare, anche se con costanza e impegno a volte discontinui.
Le prime illustrazioni mi è capitato di farle (più o meno consapevolmente) tre-quattro anni fa.

Matita o penna grafica?
Matita, ma non sono un fondamentalista.

Cosa fai quando non disegni?
Inverto la questione: quando avrei molto altro da fare, allora disegno!
Per ora mi occupo principalmente di grafica editoriale, per cui l’illustrazione è spesso un momento di respiro, di riflessione. Altre volte prendo in mano la chitarra, o scrivo.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Tra le altre cose in questo momento: aghi e fili per la rilegatura, un caricabatterie completamente dilaniato, delle prove di stampa.

Un disegno pesa quanto…
La lentezza nella mano di chi lo traccia. Oppure, gli eventuali (molti) strati d’acrilico…

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Il libro potrebbe essere il Walden di Thoreau, il film La Dolce Vita di Fellini.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Ti consiglio il mio conterraneo Jan Sedmak, e Tommaso Lodi.

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