7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Letizia Iannacone.

Ciao Letizia, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Ciao, vengo da Roma e ho 24 anni. Non saprei dire da quanto faccio l’illustratrice, diciamo che è qualche anno che ho capito che è quello che voglio fare. Disegnare mi rende felice.

Matita o penna grafica?
Assolutamente matita o ancora meglio inchiostro.
Posseggo una tavoletta grafica, ma è stata un regalo. E’ molto probabile che se non l’avessi ricevuta in dono  non ne possiederei ancora una. Penso che la soddisfazione che si prova realizzando un lavoro sporcandosi le mani non si possa provare usando la penna grafica.

Cosa fai quando non disegni?
Sicuramente penso a cose che dovrei o vorrei disegnare, nel frattempo cucino, se possibile faccio l’amore, e di recente arredo mentalmente la mia nuova casa.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Sulla mia scrivania può esserci di tutto quando non lavoro e non deve esserci niente quando disegno. Non sopporto il disordine se devo realizzare un’illustrazione, ho bisogno di molto spazio intorno al foglio per capire cosa fare di quel rettangolo bianco.

Un disegno pesa quanto…
Un pensiero? Un momento? Immagino che possa avere il peso equivalente a quel che ti passa per la testa in quel momento.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Domanda difficile, c’è l’imbarazzo della scelta… ma direi Corpo di donna di Alina Reyes e Antichrist di Lars von Trier.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Conosciute di recente, mi hanno colpito molto per l’energia che mettono nel loro lavoro, sia come persone che come illustratrici; consiglio Anais Tonelli e Lisa Fruehbeis giovane di origini tedesche, ora qui in Italia.