7am | Benedetta Bartolucci aka Redville

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Benedetta Bartolucci aka Redville (qui il suo blog).

Ciao Benedetta, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Ciao, ho 28 anni, sono originaria di Fano (in provincia di Pesaro-Urbino) ma vivo a Milano da circa 4 anni, dove lavoro come designer grafico, principalmente artwork per la discografia ma anche progetti grafici per l’editoria e la televisione. Non credo di essere propriamente una illustratrice, ma disegno e scarabocchio fin da piccolissima.
Negli anni ho iniziato anche a dipingere e a costruire collages, cercando di mixare tutte le cose insieme. Al momento è la dimensione stilistica in cui mi sento più a mio agio.

Matita o penna grafica?
Entrambi i mezzi. Dipende dal risultato che voglio ottenere.
In generale uso pochissimo le matite, sono più affezionata alle penne bic e ai pennarelli indelebili.

Cosa fai quando non disegni?
Tenendo conto che ho sempre troppo poco tempo libero, che sono una ritardataria cronica e che a volte mi lascio andare alla pigrizia feroce, forse dovrei risponderti che cerco solamente di cazzeggiare un po’.
In realtà, mentre cerco una via di fuga, ascolto musica quasi ininterrottamente… le altre passioni a cui mi sto dedicando poco sono suonare/strimpellare e andare ai concerti.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Per fare bella figura, ho messo in ordine poco prima di rispondere a questa domanda: Mac, lampada, contenitori di penne, pennelli e pennarelli, blocchi di fogli, un libro, il tabacco e delle medicine… Solitamente c’è molto caos.

Un disegno pesa quanto…
Un disegno pesa quanto un innamoramento.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Ho la capacità di dimenticarmi i titoli dei film anche anche nel giro di 24 ore…
Per cui ripesco tra i miei classici e vado sul sicuro con Dancer in the dark, Big fish e Go fish.
Di libri Il paradiso degli orchi (D. Pennac) e Le notti difficili (in particolare il racconto Il Babau, D. Buzzati).

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Arianna Tamburini per l’illustrazione d’infanzia e Marianna Fulvi per quella (dissacrante) adulta.

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