I’m young, I’m bored

E’ possibile vivere della propria arte nel 2013, se si ha poco più trent’anni e si vive in Europa?
Probabilmente la domanda genererà non poco panico in un’ altissima percentuale di fotografi, pittori e designer contemporanei, uniti nella disgraziata condizione di precariatide.

Fortunatamente non sempre va così, e ci sono anche (pochi) casi in cui il talento emerge e viene riconosciuto nei vari circuiti, internazionali e non.
E’ questo il caso di Rosana Antoli, classe 1981, che – dopo una Laurea al Politecnico di Valencia, vari premi, collaborazioni, pubblicazioni, esposizioni – vanta una decina di Solo Exhibitions dal 2007 in poi.
La mia carriera artistica è iniziata appena uscita dall’università, quando ho iniziato a lavorare con la Galleria Arana Poveda, che mi ha introdotto da subito all’interno di un circuito più esigente“.
Galeotta fu la fiera madrilena dedicata ai talenti emergenti Just Mad 2011 dove l’installazione La cosmonauta catalizzò l’attenzione dei media, anticipando la svolta che avrebbe preso da lì a poco la sua ricerca artistica.

Ora Rosana, nativa di Alcoi (Alicante), vive a Londra – dove è stata selezionata per il prestigioso Master in Performace and Moving Image nel Royal College of Art – ed oltre alla pittura ed al disegno sperimenta altre forme espressive, quali video e performance, mossa dalla convinzione che ogni opera, indipendentemente dalla sua natura sia vincolo di un messaggio preciso.
La sua opera spesso si basa sull’evasione, vista come parte fondamentale della condizione umana: da lì un brulicare di maschere, danze selvagge e rituali ancestrali, elementi decontestualizzati, origini primitive, come riassunto alla perfezione dal progetto  I must obey the inscrutable exhortations of my soul: MY ANIMAL DANCE. O come la performance Diarios Escapistas, un vero inno generazionale dove musica, arte e poesia si fondono tramite l’App per smartphone Borderlands.

Durante lo scorso inverno Rosana ha fatto ritorno a Madrid, per presentare al pubblico di JustMad2012 The Carradine kids, un’installazione composta da 15 disegni in 3D realizzati a quattro mani con l’artista  Guillermo Martin Bermejo, ed un video in stop motion, poi ripropsta durante Estampa 2012.
Come dichiarato in un’intervista pubblicata nel blog del critico d’arte Nicola Mariani, i mondi fittizi di Rosana sono collage ispirati a gente reale, dei frankesteins contemporanei che popolano il nostro quotidiano.

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