1pm | Marianna Vitale

Sud Ristorante
via SS. Pietro e Paolo 8, Quarto (Na)
Tel. 081 0202708
Cell. 327 0104725

A Quarto, in fondo ad una traversa di uno stradone per certi versi anche inquietante, l’istante dopo aver maturato la certezza di esservi irrimediabilmente persi, se vi fate ancora un po’ di coraggio e vi guardate attorno scorgerete, al piano terra di un palazzo che fa di tutto per non farsi scorgere, un’abbondare di vegetazione fuori contesto. Dietro ci trovate l’ingresso di Sud Ristorante, un ristorante fuori contesto, la scommessa vinta di aprire un locale di grande qualità nel luogo più impensabile. Quando uscirete, terminato il vostro pasto, vi sentirete come quelli che hanno appena visto un fiore, un unico fiore, sbocciare in pieno deserto. La vita che ostinata, anche se per un giorno, anche se su un centimetro quadro, sopraffà la morte e la desolazione. La vita che alla fine c’è sempre. La cucina di Marianna Vitale è irriverente, irridente, indipendente come la vita, quando non te l’aspetti.


Quanti anni hai, dove sei nata, da quanto fai la cuoca?

Anni 32, nata a Napoli, cuoca da 4 anni.

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Il nome del cuoco dalla cui cucina ti senti più distante e quello alla cui cucina ti senti più vicino.

Distante: Quique Dacosta. La sua cucina ha una terza dimensione, quella dell’irrealtà.
Vicino: Roberta Sudbrack, la sento vicina perché spero di andarci quest’estate.

La III media del tuo paese ha visto le ultime puntate di Master Chef e ne hanno parlato in classe. Al docente di italiano viene l’idea di far vedere ai suoi alunni come funziona un ristorante dal di dentro e li porta in visita al tuo ristorante. Cosa prepari loro per pranzo?

Preparo due piatti, un classico e un estremo e poi ne parliamo.
Se si parlasse di più forse non ci sarebbe nemmeno il tempo di vedere Master Chef.

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Dolce, salato, acido, amaro, quale scegli? L’umami non vale…

L’acido, mi somiglia.

Un incontro casuale ma hai la certezza che si tratti della tua anima gemella. Ti confessa un debole per il cibo gourmet, riesci ad invitarla a cena e ti giochi tutto su una singola preparazione. Un piatto tuo o un grande classico? Quale?

Un piatto mio, le linguine con 5/4 di calamaro. Le scelgo perché racchiudono tante scelte, di vita e di cucina. Non sono mai le stesse, dipende tutto dalla zona di pesca, da cosa ha mangiato e dall’età del calamaro. E’ un piatto incostante e mi piace per questo, il risultato dipende dal mare, dal tempo, dal caso. L’uomo interviene poco e io uguale. Il 5/4 di calamaro è un prodotto che gode ancora della facoltà del libero arbitrio di essere come gli pare.

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Chilometrozero, buonogiustoepulito, naturale, artigianale… quanta etica serve per fare un gran piatto?

Per fare un gran piatto non sono indispensabili né grandi prodotti né grandi cuochi. Lo sai, io sono per il biominchia.

Sono appena entrati in sala l’ennesimo ispettore di guida e, dopo pochi minuti, un tale che fa un sacco di domande e scrive compulsivamente sul suo cellulare; si siedono a tavola ed ordinano. Sotto la salamandra i piatti sono pronti, siamo agli ultimi ritocchi. Ti ricordi di aver in tasca per caso, guarda il caso, una boccetta nuova di pacca di guttalax ed il fondo di un flacone di veleno per topi… e sono tutti girati dall’altra parte…

Un ispettore è un cliente e viceversa. Nessun veleno, nessuna via di fuga, sei in purgatorio, sei un cuoco.

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