& type, handmade typography

Rispetto, anzi invidio chi possiede una bella calligrafia e chi, più in generale, è capace di fare magie attraverso l’aspetto grafico del testo. Chi, a mano o con le fonts e la composizione, riesce a definire un suo stile e a sottolineare, valorizzare o addirittura trasformare quel che il testo esprime, creando equilibrio o al contrario destabilizzando volutamente l’insieme, riuscendo a sfruttare i vuoti, il bianco, o a riempire tutto il riempibile e ancora di più.
Per questo quando ho scoperto & type, giovane realtà varesina dedicata alla tipografia handmade, sono balzata sulla sedia o li ho contattati per un’intervista.

Ciao & type. Per prima cosa: chi e quanti siete?

Ciao. Siamo tre ragazzi accomunati dall’amore per la grafica e le lettere: Claudio Beretta, Gabriele Cecere e Simone Giorgio.
Il progetto è stato fondato due anni fa (vero?… boh) e nel corso degli anni abbiamo collaborato con diverse persone con le quali abbiamo scambiando conoscenze e idee.
Ultimamente abbiamo realizzato dei poster con Dea Curic, Matteo Pane e Lele Luttieri, che si sono occupati delle illustrazioni da integrare coi nostri lettering.

Da dove nasce la vostra passione e l’interesse per le tecniche tipografiche? Avete tutti lo stesso backgroud oppure venite da settori diversi?

Siamo sempre stati attratti dal mondo delle lettere anche prima di conoscerci attraverso i graffiti. Crescendo e maturando abbiamo esteso poi le nostre conoscenze in ambito tipografico, calligrafico, illustrativo e di typedesign e vogliamo continuare ad ampliarle in tutti i campi… in cui ci sono lettere.
Ci siamo conosciuti all’università mentre studiavamo graphic design e accomunati da questa passione abbiamo costruito il progetto & type.

Sul vostro sito dite: “Cerchiamo di preservare la tipografia “analogica” nell’era del digitale perché ogni grafico o chiunque utilizza le lettere dovrebbe conoscerne l’evoluzione”. Credete che si sia persa la figura dell’artista/artigiano ai giorni nostri? Gli strumenti digitali, in questo senso, sono soltanto un danno o anche un’opportunità?

Nel mondo esistono ancora svariati artisti e artigiani, basta cercare tra calligrafi, tipografi e artisti delle lettere che con la loro manualità son capaci di stupirci e meravigliarci.
Non pensiamo che il digitale sia da eliminare lo consideriamo solo un strumento, proprio come scegliere un pennino o un pennello. L’importante è la progettazione e lo studio prima della realizzazione.
L’uso massiccio delle font e di effetti digitali ha appiattito molto questo campo creando cosi analfabeti tipografici, si vedono brochure impaginate male, caratteri improponibili e di difficile lettura, tutto questo perchè la maggior parte dei “grafici” non ha studiato un minimo di storia e di regole ma si è concentrato sull’utilizzo dei vari software, lasciandosi a volte trascinare dalle loro potenzialità e non dal progetto stesso.
Quando si lavora in questi campi non esiste la -z, esiste solo tanta concentrazione. Se sbagli devi rifare tutto da capo. Così inizi a stare più attento, a curare da subito i dettagli e prenderti il tempo necessario per riflettere su quello che stai facendo.
Diviene naturale che la materia ti appassioni, tanto da iniziare a studiarla e capire come le lettere si siano evolute nel tempo e come si possono evolvere ancora.

Spulciando il vostro sito ho visto un’interessante galleria di “tipografia trovata” quindi cartelli, insegne… Una sorta di diario di viaggio in forma di caratteri tipografici scovati in tutto il mondo. Quanto un cartello stradale o un’insegna, quindi di conseguenza una “scelta tipografica”, risentono dell’ambiente circostante o addirittura lo caratterizzano, ne confermano o creano ex novo la sua identità?

Amiamo le lettere, per chi non l’avesse capito :), e il bello è che sono ovunque, provate solo per un momento a camminare per strada e a fare caso quante volte, anche involontariamente, vedete delle lettere. Sono ovunque, e noi adoriamo osservarle e studiarle tanto che abbiamo deciso di tenere dei diari fotografici dei nostri viaggi.
Studiandoli abbiamo scoperto cose veramente interessanti, come per esempio l’utilizzo massiccio dei caratteri gotici in Germania (perché i tedeschi sono più abituati a leggerli per questioni storiche), o che nelle ascensori di Oviedo i piani non vengono indicati con dei numeri ma vengono scritti con le lettere. In Cina abbiamo notato che in molti musei le spiegazioni in inglese presentavano kerning (lo spazio tra una lettera e l’altra) negativo e quindi praticamente illeggibili, siccome i loro ideogrammi sono monospaziati (presentano sempre la stessa distanza tra di loro). A Lucca abbiamo scoperto una perfetta armonia tra stile architettonico e tipografico, tanto da influenzare i lavori dei grafici contemporanei. In Vietnam siamo stati affascinati dall’uso di differenti lingue e tipologie di alfabeti per differenti contestasti socio-culturali.
Questi e molti altri esempi ci hanno reso chiaro come determinate scelte tipografiche rappresentino, anche se a grandi linee, l’identità visiva e storica di un popolo.

Nel vostro lavoro vi “sporcate le mani”, quali tecniche utilizzate e che materiali prediligete?

Se per esempio dobbiamo lavorare su un poster prima iniziamo a buttare giù le idee, a pensare che tipo di frase scrivere, a fare degli schizzi su carta a capire se preferiamo usare i caratteri mobili o fare tutto con uno stile più particolare quindi disegnato da noi ex-novo. In quel caso iniziamo a disegnare.
Una volta che abbiamo un disegno che ci soddisfa al 100% lo ricopiamo sul linoleum e lo incidiamo, e poi arriva il momento di sporcarsi le mani: scegliamo che tipo di carta e che colori utilizzare. Stendiamo il colore su un piano e poi con un rullo inchiostriamo la lastra o la composizione tipografica, e poi via che si stampa. Fortunatamente siamo in tre perché uno di noi deve avere sempre le mani pulite per toccare la carta.

Qual è la font che vi piace di più e/o quello che vi rappresenta meglio?

Ci piacciono molte font, ma per i nostri lavori in & type costruiamo noi stessi le lettere oppure usiamo i caratteri mobili, recuperati dalla polvere di vecchie tipografie, o costruiti da noi. Questo ci permette di creare delle composizioni uniche mischiando diversi stili, ispirandoci a quelli più contemporanei, come i graffiti, o storici, come le lettere illuminate dei monaci.
Possiamo dire che quello che ci rappresenta meglio è ciò che non viene battuto da una tastiera, ma creato dai movimenti della mano.

Chi sono i vostri clienti e a chi vi rivolgete?

I nostri clienti molto spesso sono singoli che amano le lettere o amano la stampa. Siccome la cura e la customizzazione del lettering è uno dei nostri punti di forza ed è la cosa che più amiamo si sono rivolti a noi anche locali che volevano menu particolari, o progetti per eventi sportivi come Going to North. Purtroppo è un campo molto difficile da commercializzare siccome oggi tutto è più veloce e i tempi per fare un buon lavoro molto spesso non coincidono con i tempi del marketing, ed è anche per questo motivo che molti utilizzano font senza modificarle per fare dei logotipi, sinceramente noi preferiamo che sia tutto su misura, dal logotipo alla scelta del colore.

Grazie di tutto, a presto e buon lavoro.

Grazie a voi!

Le fasi del lavoro: il disegno
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la stampa
co-fondatrice e caporedattrice

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