7am | Enrico Sangiorgio

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Enrico Sangiorgio (qui il suo blog).

Ciao Enrico, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao, sono di Milano e ho 27 anni. Faccio l’illustratore fin da quando ho avuto in mano la prima matita.
Tento di farlo di professione da 4 anni.

Matita o penna grafica?
Il progetto parte sempre dalla matita.

Cosa fai quando non disegni?
Penso al fatto che disegno troppo poco o immagino situazioni che non si avvereranno mai.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Una strategica tazza di caffè per lasciare affascinanti segni circolari sui fogli, una libreria di Itunes in perenne riproduzione, infiniti segni di taglierino. Se qualcuno di voi si stesse chiedendo dove sono gli strumenti del mestiere, sono sopra un mobile a portata di mano.

Un disegno pesa quanto…
Mah, qualche grammo!… La domanda si presta a diverse interpretazioni: sicuramente è uno strumento in grado di influenzare chi lo guarda. La speranza di ogni disegnatore credo sia proprio quella di comunicare qualcosa, che sia una semplice emozione o un concetto. Se la domanda si riferisce al lato affettivo, quanto più un lavoro mi somiglia tanto più mi da soddisfazione.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
1984 di Orwell per il libro, per il film Il Grande Lebowski.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Margherita Morotti e Marika Marini, modernissime e talentuose in maniera diversa.

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