7am | Nicolò Carozzi

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Nicolò Carozzi.

Ciao Nicolò, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao, ho 31 anni e sono di Verona. L’illustrazione è una passione che mi accompagna fin dall’infanzia, ma ho cominciato a propormi come illustratore da circa un anno… Perché così tardi? Perché  per convincere qualcuno devi prima convincere te stesso, cosa non sempre facile.

Matita o penna grafica?
Indifferente sono solo strumenti, l’unica cosa che un po’ mi dispiace del digitale è la mancanza di un originale da poter toccare con mano.

Cosa fai quando non disegni?
Oltre all’attività di illustratore sono anche architetto, quindi gran parte della mia vita vigile è legata, seppur in diversi modi e con diversi strumenti ad un tavolo da disegno.
Adesso che mi ci avete fatto pensare quando non disegno… disegno, quindi è meglio che stasera esca a bere una birra con gli amici. Comunque, a parte gli scherzi, quando trovo il tempo (e potete star certi che per lei lo trovo) mi dedico alla mia chitarra e alla musica, che è l’altra mia grande passione.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Ho tre scrivanie sulle quali ho distribuito il disordine in egual misura. Una la uso per disegnare con sopra gli acrilici, le tempere, matite, pennarelli e quant’altro, una funge da deposito per le altre due e quella da cui stò scrivendo ora, con sopra un computer, schizzi di progetti, la cartella  di una pratica edilizia, un cd di Jimi Hendrix, pile esauste, un agenda, tre tazze di thè senza thè, ma con ancora il filtro dentro, un plettro e una scheda telefonica della Croazia (?!).

Un disegno pesa quanto…
…quanto qualche ora di sonno in meno e qualche soddisfazione in più.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Vorrei fare la copertina, anzi le copertine di una collana sulle grandi biografie, mi piace la storia e le storie di vita vissuta, perché la realtà batte l’immaginazione 10-1, sempre.
Per quanto riguarda il poster per il film mi piacerebbe la El topo di Yodorowsky, perché i suoi fotogrammi sembrano delle illustrazioni con una perfetta commistione tra reale e surreale (ma senza effetti speciali).

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Non per spezzare una lancia in favore delle quote rosa, ma perchè sono mooolto brave, consiglio due illustratrici una italiana ed un’altra tedesca che ho avuto la fortuna di conoscere.
Una è Francesca Dafne Vignaga, l’altra è Gartner Lilli.

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Un libro dedicato alla grafica delle elezioni americane dall’800 ai primi del ‘900