Passare ore davanti a cose belle e gratis? La nostra rubrica Tesori d'archivio è la soluzione.

12 cuochi per 12 mesi, di Alessandro Bocchetti

Alessandro Bocchetti, classe 1965, una vita spesa tra “bicipiti al banco e addominali a tavola”. Assaggia e scrive di vino e cibo per il Gambero Rosso e le principali testate italiane, con la sola fissazione di raccontare questo straordinario momento dell’enogastronomia italiana.

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Il 2012 è stato un anno strano: olimpiadi, bisesto, la crisi, i tecnici e quel che vi pare madamalamarchesa. Finalmente volge al desio e, profezia Maya permettendo, sarà presto archiviato. Dicembre è tempo di classifiche, attendo da sempre quella dei migliori album di Mojo, quella dei migliori film dei Cahier, quella dei migliori libri di Tuttilibri e così via. Per questo sono felice di giocare anche io con Frizzifrizzi, cercando di darvi la mia lista delle novità 2013 dell’enogastronomia.
Ecco i miei 12 cuochi per 12 mesi.

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Massimo Bottura
Osteria Francescana, Modena

Iniziamo da un classico, ma sempre valido. Se non ci siete stati precipitatevi alla Osteria Francescana, se ci siete stati tornateci! Per godere della cucina di “king” Bottura, sempre più centrata e chiara, tra tradizione e innovazione. Per ammirare la nuova sala sempre più bella e segnata dall’arte, cenerete fra un Cattelan in corridoio, un Montesano all’ingresso e un Barney in bagno. Ma soprattutto per il più strepitoso servizio contemporaneo, che saprà donarvi una pausa di puro piacere. Chissà che non se ne accorgano anche alla 50best dandogli quel podio che merita da anni?[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Lorenzo Cogo
El Coq, Marano Vicentino

Da un mostro a un giovane, ma già sulla bocca di tutti: Lorenzo Cogo a Marano Vicentino, in un angolo di nord est che profuma di operosità e ordine. El Coq è il nome del ristorante, la cucina è nitida e scoppiettante come ti aspetti da un ragazzo di 25 anni, molti influssi alla moda e parecchio talento personale. Ne sentiremo parlare.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Frank B Rizzuti
Cucina del Sud, Potenza

Il sud è uno stato emotivo, non una posizione geografica. In cucina significa prodotto, sapori gagliardi e decisi. Molta pancia e il cervello giusto al suo servizio. Frank B Rizzuti, nella regione più sperduta, la Basilicata, ha aperto il suo ristorante. Cucina del sud, il nome è una dichiarazione di intenti e i piatti golosi e chiari. Mi sa che tocca andare a Potenza…[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Nicola Fossaceca
Al Metrò, San Salvo

Un neostellato, giovanissimo in un altro angolo sperduto dello stivale. Al Metrò di Nicola Fossaceca sta in un anonimo palazzone di San Salvo, dove l’Abruzzo profuma di Molise. L’Adriatico è di fronte ma non lo vedi, però lo senti nel piatto con una cucina di pesce che gioca con i nostri sensi tra tradizione e innovazione. Nicola è un ragazzone dallo sguardo discreto e i modi dinoccolati, ma come iniziano a girare i piatti è gioia.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Famiglia Gargioli
Armando al Pantheon, Roma

Trattoria che passione, il 2013 sarà l’anno della rivincita delle trattorie, la più vera e genuina sta a Roma, nell’ombelico della citta eterna: il Pantheon. Tra frotte di turisti e centurioni da foto, una famiglia da tre generazioni conduce questa trattoria classica, buonissima e elegante. Armando al Pantheon è una istituzione, tra gricia da sballo e puntarelle spaziali, tra Trilussa e Pasolini.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Marianna Vitale
Ristorante Sud, Quarto

Occhio alle donne, sono poche nella ristorazione, soprattutto quelle in evidenza, ma quando ci sono fanno la differenza. A vederla in cucina sembra una bimba, più piccola della sua giovane età, ma quando iniziano a girare i piatti è folgorazione. Marianna Vitale è brava anzi bravissima, con una cucina solare e chiara come il nome del suo locale, Sud.[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Mattia Spadone
La Bandiera, Civitella Casanova

Di nuovo in Abruzzo, concedetemi un po’ di partigianeria. Occhio a La Bandiera, arrampicata sulla Maiella, in un paesaggio da sogno, una locanda di cucina concreta e elegante, poche camere e tanto piacere. Mattia Spadone è il giovane figlio, reduce da una lunga esperienza dai Roca, sa il fatto suo e si vede. Solo 27 anni, ma già con un talento adamantino, ha saputo declinare la tecnica moderna nell’efficacia dei prodotti e sapori abruzzesi.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Damiano Donati
Serendepico, Capannori

Damiano Donati, solo 25 anni, ma già uno dei cuochi più in evidenza d’Italia. L’ultimo avvistamento lo dava al Serendepico nel lucchese, ora non si sa dove andrà. Ma dovunque sarà lo seguiremo, la sua cucina è solida e divertita, mai seriosa come si confà alla giovane età, ma essenziale e piena dei sapori veri delle sua terra.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Luciano Monosillo
Pipero al Rex, Roma

Di nuovo a Roma, alla tavola più incredibile della capitale. Pipero al Rex, il giovane cuoco Luciano Monosillo ha il dono di una cucina efficace e piacevolmente alla moda, completamente al servizio del nostro piacere. Una tavola di classe e tecnica, ma che non teme di chiudere su una classicissima carbonara al fulmicotone.[/wpcol_1third_end] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

Eugenio Broer
Enocratia, Milano

Potevamo dimenticarci Milano? Assolutamente no, anche se la “capitale morale” come si diceva una volta, certo non è la capitale del gusto. Un posto da tenere d’occhio è Enocratia, un bel nome per un localino trendy nel cuore della vecchia Milano di sant’Ambrogio, il giovane cuoco è Eugenio Broer. Grande manico per una cucina solida ed efficace, di grande godimento.[/wpcol_1third] [wpcol_1third id=”” class=”” style=””]

“I ragazzi”
Il Consorzio, Torino

Un’altra trattoria, l’ho già detto il 2013 sarà l’anno della definitiva consacrazione. Ma qui siamo al nord a Torino ed è una trattoria moderna, il Consorzio è un locale giovane, che non teme di partire dalla tradizione e il territorio per interpretarlo in chiave moderna e contemporanea, un indirizzo dove tornare spesso. Niente nomi, ma una allegra posse conosciuta come I ragazzi che gestiscono sala e cucina con brio e entusiasmo.[/wpcol_1third] [wpcol_1third_end id=”” class=”” style=””]

Pino Cuttaia
Ristorante La Madia, Licata

Il nome non è certo una novità, ma il 2013 spero veramente sia l’anno del più straordinario cuoco d’Italia a mio avviso: Pino Cuttaia (Ristorante La Madia) in quel di Licata, nella Sicilia meno fascinosa e dimenticata, propone la sua cucina fatta di meridione, talento e tecnica, il tutto in ugual misura. Alcuni suoi piatti come la sura (ventresca di tonno) in crosta di carboni o il battuto di gambero rosso con maionese di bottarga, resteranno nel mio cuore per sempre.[/wpcol_1third_end]

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