7am | Gianluca Garofalo

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Gianluca Garofalo.

Ciao Gianluca, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao, sono di Roma, ho quarantatre anni e faccio l’illustratore dal 1998.

Matita o penna grafica?
Entrambe. Sono mezzi diversi e servono a fare cose diverse. Però se posso scegliere preferisco comunque lavorare con tecniche tradizionali, concrete e non digitali.
Va detto che per me una cosa vale l’altra, in termini di valore. La mia è solo una preferenza personale legata alla realizzazione, all’operare, non al risultato.

Cosa fai quando non disegni?
Gioco con mio figlio, scrivo, cucino, penso, dormo… Una volta giocavo a football americano.
Ora mi diverto con un kite da trazione con il quale, appena c’è un po’ di vento, mi diverto a saltellare per i prati.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Bah… un mac, vari tipi di grafite, libri, carta da disegno, carta da acquerello, una gomma elettrica, un temperamatite a manovella, una campana per appuntire le mine, due pennelli di pregio, diversi pennelli da poco, gomma pane, cavi, un telefono cellulare, nastro da carrozziere, la cintiq… ma vuoi sapere proprio tutto tutto o basta così?

Un disegno pesa quanto…
Diverse banconote o l’incarto unto della pizza o numerosi strappi di carta igienica.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Moby Dick. In entrambi i casi.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Un esordiente. Uno che ha ancora pubblicato poco ma che ha un talento che non è facile incontrare. È sardo. Si chiama Maurizio Brocca. Tenetelo d’occhio perché farà strada.

co-fondatrice e caporedattrice

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