Pepitte, uncinetto che passione

Simone invidia chiunque abbia un minimo di manualità e sappia lavorare lana, cotone o qualsiasi cosa si possa cucire, arricciare o semplicemente annodare insieme. Io ho provato a mettermi più volte a giocare con ferri da maglia con mega-galattiche idee (del tutto irrealizzabili) che mi frullavano per il cervello per cercare di conquistare la sua stima, ma non c’è stato verso… sono talmente scarsa che neanche le estati, calde e lontane, trascorse con mia nonna materna a cucire, ricamare o fare i ferri sono riuscite a farmi tornare o arrivare, la voglia di finire un lavoro.
Mi ricordo che, da piccola, ogni estate andavo in merceria a scegliere un lavoretto da fare a punto croce, prendevo sempre quelli con i disegni di Walt Disney, Paperino in primis, ma che dopo tre o quattro giorni, in cui dedicavo diottrie e buchetti sulle dita (non ho mai imparato ad usare il ditale, quello di nonna era troppo grande e lei, giustamente, non aveva mai pensato di comprarne uno adatto a me, visto che sapeva come sarebbe andata a finire), abbandonavo il tutto per interessarmi prima agli ferri da maglia (fare una sciarpa di lana con il caldo è un suicidio) e poi all’uncinetto, sbeccato e color carta da zucchetto, che la nonna teneva apposta per me.  Alla fine delle vacanze usciva uno sgangherato astuccio, cucito insieme da nonna, con un bel bottone luccicante come chiusura.

Appena ho visto i lavori di Pepitte, ovvero Elisa Vagnini, una bruciante passione mi ha invasa e il desiderio di fare qualcosa con le mie, imbranate mani mi sta spingendo verso una china dai prevedibili risvolti. Diversamente dalla mia scarsa attitudine al cucito in genere, Elisa ha imparato da sola a cucire ogni singolo punto all’uncinetto guardando tutorials e patterns sul web. Ha iniziato con piccole cose per poi arrivare a fare lavori su commissione come la macchina fotografica (vedi la foto qui sopra), ideata completamente da lei ed altri oggetti.

Mi sono innamorata dell’uncinetto perchè sento di potermici esprimere: l’intreccio del filo, dei colori, della lana, del cotone, le tante tipologie di punti, le diverse modalità di realizzazione per ogni cosa, la possibilità di aggiunta di altri elementi, anche di materiale completamente diverso mi consente di scegliere una linea di sviluppo dei miei prodotti e di conseguenza di perseguire uno stile personalizzato“.

Vi consiglio di fare un salto sulla sua pagina Etsy (ha iniziato da pochi mesi, quindi credo ci sia da aspettarsi parecchio da lei) e vedere se trovate qualcosa di adatto visto che i prezzi sono accessibilissimi… io credo farò così.

co-fondatrice e caporedattrice

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