Dove andate in pausa pranzo?

La pausa pranzo è una dannazione, chiedetelo a mia mamma, che ogni giorno ha a che fare con schiscette da riempire per mia sorella e deve fronteggiare problemi come, ad esempio, la mancanza del frigo nell’ufficio di Gemma, che fa ricadere la scelta sempre su: riso, finocchi e verdure grigliate.

Schiscette a parte, però, il dove andare a mangiare non deve essere un problema mica da poco, e anche se io consumo i miei pranzi a casa o mangiando tartare di salmone in macchina con Batti davanti all’Esselunga, posso immaginare che mangiare sempre riso/verdure/finocchi o pizza/ Kebab/Mc Donald’s possa portare a dei problemi fisici permanenti (stitichezza nel primo caso, gastrite acuta nel secondo).
Quindi se anche tu fai parte del mondo delle schiscette&company o se ogni giorno cerchi di evitare quell’arancino in vetrina da circa quattro giorni dell’amico kebabbaro all’angolo (finendo per addentarlo perché non sai dove andare e non vuoi provare luoghi a caso rischiando di lasciarci giù mezzo stipendio), c’è qualcuno che, invece, armato di coraggio e pance vuote lo ha fatto per te/per sé/per i suoi colleghi/per tutti i lavoratori del mondo (anzi, di Milano).

Loro sono Elisa e Sara e dal 2011, durante le loro pause pranzo, hanno girato in lungo e in largo il capoluogo lombardo provando un bel po’ di posti, dei quali hanno poi scritto nel loro blog Dove andiamo in pausa pranzo descrivendo proprietari, piatti, prezzi, impressioni e digestioni. I luoghi vanno dal sushi degno di nota alla pizzeria da evitare, dalle trattorie caserecce alle pietanze di ogni popolo del mondo, senza dimenticare il ristorante cinese a poco prezzo o l’hamburger che costa quanto un etto di Fiorentina, che tanto quando i giorni passano e i soldi scarseggiano puoi sempre andare al Billa di Repubblica, l’importante è che i buoni Sodexo siano ben accetti.

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