7am | Beatrice Costamagna

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Beatrice Costamagna.

Ciao Beatrice, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratrice?
Ciao, ho 25 anni e vivo e lavoro a Torino.
Ho iniziato la carriera di illustratrice dapprima studiando allo IED di Torino (ho frequentato appunto il corso di Illustrazione), poi ho lavorato per un paio di anni come illustratrice e art director per un’agenzia di pubblicità e comunicazione di Torino, ed esattamente un anno fa ho iniziato a percorrere l’ardua strada della libera professione, dedicandomi all’illustrazione per l’infanzia (narrativa e scolastica) ed editoriale.

Matita o penna grafica?
Assolutamente entrambe!
Da come puoi vedere amo la tecnica digitale, adoro ispirarmi agli eccellenti illustratori contemporanei che utilizzano questo stile e quindi cerco di muovermi e sviluppare il mio gusto in questo senso; però parto sempre da uno schizzo a matita su carta, la mia mano è ancora molto più libera lì che sulla tavoletta grafica, diciamo che quello che è libero da vincoli e confusionario sulla carta, prende una forma definita e un’ordine in digitale.

Cosa fai quando non disegni?
Ascolto moltissima musica (in realtà questo lo faccio anche quando disegno, è la mia più grande passione dopo l’illustrazione).
Mi piace molto vivere la mia città, esco molto (quando le scadenze non sono una stretta al collo), adoro girovagare cogliendo ispirazione in tutto quello che mi circonda. Cerco di farmi una buona cultura visiva, sia mentre lavoro sia nei momenti di svago.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Il computer (migliore amico dell’uomo), lo scanner (per tramutare i miei pasticci in una tavola decente), tavoletta grafica, vari portapenne (tra i quali uno a forma di pinguino che mi invidiano tutti fin dai tempi dello IED!), fogli sparsi e un blocco in “ordine”, se così si può dire, una copia di Wired (che nerd!), agenda (per cercare di non sforare con le consegne), e i miei adorati Toys. Ovviamente ogni tanto ci sale anche il mio gatto, che è la scusa ideale per giustificare il disastro che c’è sempre.

Un disegno pesa quanto…
…un figlio (permettetemi l’esagerazione). È impegnativo, ma ti riempie di gioia quando vedi che prende una strada che ti soddisfa. È motivo di orgoglio quando apprezzato, frustrazione quando criticato. Ogni tanto infatti è meglio lasciarsi un po’ andare e vedere che direzione imbocca il tuo lavoro (a volte capiterà di essere solo un “esecutore” del lavoro che ti affidano, in questo caso è meglio non prendersela troppo e tagliare un po’ il cordone ombelicale).

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Vorrei poter illustrare tutti i libri di Jonathan Coe, in primis “La banda dei brocchi” e “La casa del sonno”, e senza dubbio “La strada per Los Angeles” di John Fante (adoro le atmosfere dei suoi romanzi e vorrei poter conoscere di persona Arturo Bandini).
Due poster di film che vorrei poter realizzare sono senz’altro “The eternal sunshine of the spotless mind” (in italiano “Se mi lasci ti cancello”) e “Little miss sunshine”.
So che me ne hai chiesto uno per ogni categoria, ma sono due forme artistiche che amo talmente tanto che non sono riuscita a fermarmi ad uno solo!

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Non posso che citarti i nomi degli illustratori con cui collaboro nei [email protected], un collettivo di illustratori (amici prima di tutto) con sui ho intrapreso quest’avventura e con cui stiamo organizzando parecchi eventi ed esposizioni in Torino e dintorni: Valentina BelloniMattia CeratoIrene FrattaThierry Tola, gli altri partecipanti del collettivo sono Elisa Patrissi, Gabriele Tafuni, Cocis Ferrari, Francesco Carlomagno e Francesca Morici (sono tutti bravissimi illustratori ma non hanno un sito internet, ti ho messo quelli di cui ho il link, tra pochissimo sarà anche online il sito del collettivo www.collettivomelazeta.com su cui potrai vedere tutti i nostri progetti).

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