Philosophie: Temporary Shop a Milano per brand emergenti

Sophie, nostra lettrice da diversi anni, mi ha presentato, via mail, il suo progetto: Philosophie.
Quello che propone penso possa interessare a parecchi brand emergenti che desiderano avere visibilità a Milano, ma che, per una questione di costi o di opportunità, non riescono ad organizzare.
Vi giro il testo che Sophie mi ha scritto:

“Ho a disposizione uno spazio in Porta Ticinese, a Milano, in posizione di forte passaggio.
Si tratta di circa 140 mq, che io desidererei utilizzare per promuovere nuovi brand, giovani ed ancora poco conosciuti, ma di grande potenziale.
L’idea è quella di farlo diventare il punto d’incontro tra talenti emergenti che necessitano di visibilità e operatori del settore moda, ma anche clienti che desiderano prodotti non massificati.
La modalità è quella dello shop sharing”
.

Visto i costi (qui il link) e l’opportunità che viene data, credo che il progetto possa interessare a parecchi nostri lettori. Potete contattate Sophie via mail… poi fatemi sapere come vi siete trovati, così da poter aiutare, con i vostri commenti, altri ragazzi/e con la voglia di fare e creare.

co-fondatrice e caporedattrice
  1. Cioè il concetto è farsi pagare l'affitto e prendere commissioni dal lavoro degli altri. Ragazzi esiste anche il caro vecchio "conto vendita". Se avete talento proponetevi nei negozi, sicuramente vi prenderanno. E' uno dei pochi campi dove vige la meritocrazia. E poi basta con sti temporary shop e mercatini a milano.

    1. @bumbum: hai ragione ma, ti dico così perché mi sono capitate delle mail recentemente che presentavano lo stesso problema, alcuni ragazzi non hanno materiale pronto e in quantità per il "conto vendita" in diversi negozi. Non possono permettersi di vedere se vendono o meno, in questo modo potrebbero concentrare il materiale in un posto solo (in continuo aggiornamento), con clientela incuriosita dalle novità esposte.
      Non so se l'esperimento proposto funzionerà, aspetto proprio i vostri commenti per capire se vale la pena investire o meno (così si danno consigli pure ad altri lettori). ^___^

  2. scusa ma che differenza c'è, in termini di merce pronta, tra questo e il conto vendita? non hanno soldi per la produzione ma gli fai pagare l'affitto. boh.

    1. @bumbum: mi riferisco a ragazze che fanno capi hand-made, non tanto per i soldi spesi per l'affitto o per la produzione. Persone che hanno materialmente due mani e più di tanto non riescono a fare, forse un posto dove esporre il materiale sarebbe più comodo… la mia è un'opinione assolutamente criticabile.

  3. @bumbum : è molto diverso. Non sempre i negozianti sono ben disposti verso il conto vendita e tanto meno sono disposti a dedicare ad un giovane brand abbastanza spazio per una presentazione soddisfacente. Questa è una soluzione che permette ai nuovi marchi una presentazione a 360 gradi in una vetrina che da soli, difficilmente potrebbero permettersi – essendo agli esordi.
    La filosofia è proprio quella di unire le forze di persone con le stesse esigenze per ottenere risultati migliori
    @cecilia : si, certo :)

  4. ma una pizza senza la bufala non è una pizza, nel senso che in questa epoca di disintegrazione finanziaria nazionale ed individuale, di polverizzazione dei talenti a Milano è davvero duro per chi è esterno, consumatore finale e non, far comprendere il concetto nella sua intrinseca validità, comunque è tempo di andare

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