7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Rems182.

Ciao Rems182, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Sono di Torino, ho 29 anni e disegno da quando ne avevo 6.

Matita o penna grafica?
Entrambe. I miei progetti partono sempre da uno sketch su carta, per poi evolversi al computer con la penna grafica ed infine concretizzarsi in un dipinto, un graffito o in stampa.

Cosa fai quando non disegni?
Quando non disegno amo giocare a basket e andare in bicicletta, ma anche perdermi nei musei, o paseggiare per città che non conosco, cercando di cogliere i messaggi che la storia incide nell”architettura.
Nel poco tempo che trascorro a casa invece, amo suonare le mia chitarra.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
Matite, pennarelli e penne di ogni tipo oltre al computer, libri e un infinità di post-it che fingo di non leggere.

Un disegno pesa quanto…
Un disegno è una visione distillata in pochi grammi di carta. E’ feticismo, forse, in un mondo dove siamo sommersi da miliardi immagini digitali di bassissima qualità, dedicare ancora tanta attenzione ad un’unica immagine. Ma disegnare, forse, è una forma di malattia.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
L’ unico racconto che abbia mai illustrato è “Spleen” di Charles Baudelaire, quindi sceglierei di illustrare il libro completo: “Le fleurs du mal”. Per il poster sceglierei “Requiem for a Dream” di Darren Aronofsky.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Mi sento di consigliarti due artisti in senso lato, un pittore ed un writer: Nicola Samorì e Blu.

Un messaggio

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