7am | Salvatore Vitale

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Salvatore Vitale.

Ciao Salvatore, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Nato a Palermo (quasi) 26 anni fa, vivo a Lugano, in Svizzera. È qui che ho dato sfogo alla mia passione per l’immagine, sviluppata attraverso la fotografia. Scatto da un bel po’ di anni ormai. Dalla prima volta che ho scattato una fotografia che mi ha soddisfatto sono passati 6 anni.

La tua attrezzatura?
Scatto quasi totalmente in analogico. Ho utilizzato diverse macchine fotografiche negli anni, la mia attrezzatura base è una Hasselblad 500 C/M e una Mamiya M645 pro… poi c’è il grande formato.

Cosa fai quando non fai foto?
Gran parte del mio tempo è occupata dal lavoro vero (cit. Ragazzi Fuori, 1990 di Marco Risi). Ma, a parte quello, mi perdo in mille progetti che spaziano in ambiti molto diversi. È difficile, comunque, rispondere a questa domanda perché il “fare foto” per me non rappresenta soltanto il momento in cui scatto, bensì una ricerca costante che monopolizza gran parte dei miei pensieri.

Descrivimi la tua stanza.
Nella mia stanza potete trovare il mio personale “polaroid wall”, più alcuni lavori di artisti che ho avuto il piacere di conoscere e con cui ho collaborato: c’è l’angolo LA con alcune polaroid scattate insieme ad Aaron Feaver; ci sono delle stampe di Gianni Cipriano e Ilaria Crosta, dei lavori grafici di Alessandra Angelucci e Nicolas Polli. La mia scrivania stracolma di stampe, post-it, posaceneri e una bacheca che si può facilmente descrivere come un mood board in eterno mutamento.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
… un macigno, sia a livello fisico che concettuale (nella sua accezione positiva). In ogni singolo scatto c’è un pezzo di me e di ciò che vorrei venisse fuori.
Riuscite a immaginare quanto questo possa pesare?

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
“2001: A Space Odyssey” di Kubrik e “Invisible Monsters” di Palahniuk.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Ce ne sarebbero tanti, ma se devo darti un nome allora opto per Matteo Rizzo. Non aggiungo altro, andate a dare un’occhiata.

co-fondatrice e caporedattrice
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