7am | Riccardo Bandiera

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Riccardo Bandiera (qui la sua pagina Flickr, qui la sua pagina Facebook e qui il suo Tumblr ).

Ciao Riccardo, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho quasi 39 anni, sono di Imperia e vivo a Diano Marina, vicino al mare.
Scatto più o meno seriamente da un paio d’anni, completamente da autodidatta. Ho iniziato per gioco e sto continuando. Quest’anno ho in programma quattro esposizioni, di cui due personali!

La tua attrezzatura?
Possiedo una Canon EOS 5D con alcune ottiche – tra cui il mio adorato 50mm. – e con cui lavoro maggiormente, poi mi piace scattare in analogico con ottiche fisse, girando per mercatini vari ho una bella collezione tra cui spicca una Smena Symbol, una Voigtlander Vito, qualche Polaroid, un paio di Kodak Instamatic e di Lomo. Con esse sperimento e a volte escono delle cose interessanti.

Cosa fai quando non fai foto?
Guardo foto di altri, navigando in rete o guardando libri, adoro il mare quindi spesso passeggio sulla spiaggia, ascolto tantissima musica (rock, folk, elettronica) e mi butto giù dai monti con la mountain-bike!

Descrivimi la tua stanza.
Non ho una vera e propria stanza, abitando in una mansarda-loft senza pareti divisorie. Se mi guardo intorno vedo una pila di foto incorniciate per una prossima esposizione, una valigia ancora da disfare, un letto sfatto, piccole montagne di cd ed una bella luce che entra dalle finestre.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Inversamente alle mie idee. Quando nella mia testa “ci sono” già le foto, la macchina è leggerissima e viceversa… E comunque il peso della macchina è un piacere sentirlo, in questi anni in cui tutto è sempre più intangibile.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Rimango incantato ogni volta che rivedo “A bout de souffle” di Godard, alcune scene in cui viene ripresa Jean Seberg sono autentici ritratti. Poi “Lost in translation” rimane sempre tra i miei preferiti tra i film più recenti, con tutte quelle luci e quello sfuocato.
Dura trovare un solo titolo di libro. Adoro la narrativa, i racconti di Kevin Canty, visto che amo Carver e poi ho un debole per Ellis e Coupland. Però dico “Casa di foglie” di Mark Z. Danielewski, sembra di vederlo letteralmente invece di leggerlo.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Di getto dico Pasquale Maria Salerno e come straniero il belga Jan Scholz che ha una delicatezza invidiabile. Poi su tutti Guy Bourdin e la sua visione moderna di fashion.

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