7am | Ilaria D’Atri

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Ilaria D’Atri.

Ciao Ilaria, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 23 anni e sono nata a Napoli, scatto fotografie più o meno da dieci anni e non vorrei mai smettere.

La tua attrezzatura?
Preferisco a gran voce l’analogico di medio e grande formato, le mie macchine una Mamiya Universal, l’hasselblad e un linhof sono abbastanza ingombranti e ferragliose ma non mi deludono mai. In più hanno il fascino degli anni e della tecnica indispensabile per il funzionamento. Sopratutto le amo perchè sanno essere seducenti!

Cosa fai quando non fai foto?
Quando non faccio foto, scansiono pellicole e polaroid, ma non sono poi così monotona e a senso unico quindi direi che mi dedico alla ricerca d’ispirazione, agli aperitivi, ai libri di cui leggo prima la fine così posso anche non finirli e all’amore.

Descrivimi la tua stanza.
Dunque la mia stanza per ora è un sottoscala con un grande giardino, ci sono totem di cocci e cucchiaini che colleziono con estrema cura, le macchine fotografiche sono riposte nello stesso armadio delle scarpe e l’umidità sui vetri delle ampie finestre dona al mondo esterno un sapore salmastro e un notevole effetto polaroid.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Pesa abbastanza. E’ un ottima zavorra per non farmi volare via.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
“Satyricon” di Fellini e per il libro sono in gara “il gioco del mondo” di Cortazar e il sublime “cento anni di solitudine” di Garcia Marquez.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Assolutamente Marco Cucciniello, Simona di Meo e qualsiasi bambino abbastanza curioso.

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