7am | Nicola Colonna

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Nicola Colonna.

Ciao Nicola, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ciao, quando ho compiuto 18 anni Andrej Tarkovskij, purtroppo, era già morto, ma fortunatamente Sokurov aveva già cominciato a produrre capolavori.
Sono di Altamura, in provincia di Bari e scatto fotografie da 5 anni, circa.

La tua attrezzatura?
La prima, con la quale ho iniziato, è una Zenit 3M con Helios 44. Utilizzo anche una Pentax Me-Super con obiettivi pentax 50mm e 135mm e miranda 28mm.
Una Yashica Mat 124 G, una Kiev 88, una Miranda EE, una Ricoh 500 G, una Polaroid 1000 e una meravigliosa Voigtlader Bergheil a soffietto (utilizzabile anche con lastre). Poi, ovviamente, ho attrezzatura per sviluppo e stampa in camera oscura.

Cosa fai quando non fai foto?
Quando non fotografo, di solito ragiono con i transistori o con i bit. Guardo film, leggo qualche libro, ascolto musica, ogni faccio rumore con il basso o la chitarra, faccio cose e vedo poca gente.

Descrivimi la tua stanza.
La mia stanza è arancione, stracolma di cd, dvd, vhs, libri sparsi, pc, stereo, basso, chitarra, resti di pellicola appesi al muro e televisore sempre spento. Ora che ci penso c’è un casino assurdo in questa stanza!

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Il peso dell’analogico è notevole, soprattutto quando si tratta di portarsene dietro 2 o 3, in viaggio.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Il primo che mi viene in mente “Il cavallo di Torino” di Béla Tarr. Libri:  “La nausea” di Sartre, “Sulla strada” di Kerouac.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Bisognerebbe tener d’occhio un certo Mario Giacomelli, il maestro.

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