7am | Bianca De Magistris

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Bianca De Magistris.

Ciao Bianca, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 21 anni e sono di Firenze.
La prima volta che ho scattato una foto è stato con la macchinetta di mia sorella più grande a Roma a 7 anni, in ogni foto le persone avevano la testa mozzata.
Poi passai a una compattina digitale. Al primo anno d’ università ho investito in una reflex digitale, contemporaneamente mi sono interessata all’analogico e alla camera oscura. Ora scatto sia in digitale che in analogico, con ogni tipo di macchina fotografica che mi trovo in mano.

La tua attrezzatura?
Possiedo una Nikon d 3000 per quanto riguarda il digitale. La mia macchina analogica è una Zenit-b, anche se molto spesso chiedo in prestito a mio babbo una Nikon f-6. Ho anche una compatta analogica che però non mi dà alcuna soddisfazione.
Infine ho due Polaroid, una 1000s e una slr680, nuova nuova.

Cosa fai quando non fai foto?
Quando non faccio foto frequento l’Università di Disegno Industriale specializzandomi in visual design. Coltivo la mia passione per il teatro seguendo un corso, ma più che atro penso.
Penso a mondi paralleli, cerco idee, ispirazioni, e spesso mi faccio molte paranoie.

Descrivimi la tua stanza.
La mia stanza è un angolo di un soppalco dove entrano a malapena un letto stretto stretto, un scrivania piccola piccola e una seggiola storta storta.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
La mia macchina fotografica pesa quanto il mio umore nel momento in cui scatto, quando sono felice è più leggera di una piuma, quando non ho voglia pesa tre volte me.

Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?
Se fosse un libro sarebbe sicuramente “L’insostenibile leggerezza dell’essere” di Kundera, se fosse un film sarebbe “Il meraviglioso mondo di Ameliè” o “La strada”.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
La fotografa emergente che seguo più di tutte ora si chiama Lùa Ocaña.

co-fondatrice e caporedattrice

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