Tested | Phyto-Sérum Buste Multi-Tenseur di Rancé

Per fare carriera, bisogna entrare nell’ordine di idee che bisogna darsi un tono.

Che si tratti di standing, o del sapersi calare consapevolmente nel proprio ruolo con un occhio alla prospettiva, imparando sin da subito quando è meglio parlare e quando stare zitti, nel frattempo trovando anche un equilibrio col proprio contesto sapendo quando ci si può permettere di stravolgerlo, oppure ancora dell’ attitudine a prendere le cose di petto… per il mercato attuale fa poca differenza, per cui oggi parleremo di décolleté.

Appartenente alla linea Bio-Sculpure Anti-Stress di Rancé, il Phyto-Sérum Buste Multi-Tenseur, grazie ai principi attivi vegetali energizzanti e ricostituenti del tessuto connettivo, promette un effetto reggiseno naturale dopo quindici giorni di applicazione quotidiana (due volte al giorno per un trattamento intensivo) e regala turgore e sostegno in particolar modo alla cosiddetta zona a “T” che dai seni arriva fin sotto il mento (ma quante zone a “T” ci sono nel nostro corpo?) e “liscezza” a tutto il resto. Dopo un mese di utilizzo metodico io sono molto soddisfatta, in particolar modo in merito alla nuova consistenza della pelle e al livello di idratazione raggiunto. L’unico neo è l’odore del prodotto, nell’insieme poco fresco e con un retro sentore di fiori appassiti e affettato.

Ma per fortuna la sensazione evapora in fretta senza lasciare traccia, perciò consiglio di aspettare qualche secondo in più prima di indossare il reggiseno (mica adesso vorrete uscire senza?!),  dopo aver fatto assorbire il prodotto ovviamente coi soliti movimenti circolari combinati a quelli decisi e verso l’alto da riservare invece alla zona a “T”.
Io a Milano mi servo presso la profumeria Rancé monomarca in Corso Magenta, 15 ma alcuni di questi prodotti, tra cui i profumi di cui parlerò presto, li trovate in vendita anche nelle profumerie della vostra città.

N.B: l’ironia di chi ha scritto questo post sembra attribuire un nesso tra il successo nel lavoro e la floridezza di un attributo femminile sempre di moda, ma è solo un’impressione fugace dettata dai meccanismi inconsci personalissimi di ciascuno nella libera associazione di idee, combinati con luoghi comuni atavici.

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