7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Detrocboi.

Ciao, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ciao, ho 26 anni, sono di Genova ma con la mente sono già in viaggio verso non si sa dove.
Anche se può sembrare banale disegno da sempre, specialmente perchè col disegno riesco a dare una forma alla mia fantasia, ai suoi mondi e personaggi.
Diciamo però che illustratore “sul serio” mi sento da qualche anno soltanto.

Matita o penna grafica?
Matita, poi pennini usa e getta, biro, pennarelli di ogni tipo, specialmente Uni Posca, Copic e pennarelli a punta fine. Trovo la naturalezza e gli errori delle colorazioni tradizionali ottimi espedienti per progredire tecnicamente e dare molta più vitalità ai disegni, è un’idea che gradualmente mi ha allontanato dal digitale. Ormai il computer arriva solo a disegno ultimato, con la scansione e un paio di aggiustamenti di colore al massimo.

Cosa fai quando non disegni?
Ascolto musica, tanta, leggo libri e fumetti, guardo film, poi le cose che mi colpiscono in quelle cose o in quello che vedo in giro in un modo o nell’altro si fanno strada dalla mia mente fino al foglio. Mi piace anche cucinare.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
In questo preciso momento, oltre ovviamente a penne e fogli sempre a portata di mano, ci sono un quaderno dove scrivo appunti per le storie, il primo numero di Powr Mastrs di C.F. e un piccolo coccodrillo di ceramica.
Solitamente la scrivania la tengo in ordine, tranne quando disegno e non riesco ad evitare un’inondazione di pennarelli e pennini.

Un disegno pesa quanto…
La somma di tutto quello che mi passava per la testa nel tempo in cui l’ho fatto.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Per i libri sarei indeciso tra “Ghiaccio Nove” di Kurt Vonnegut e “L’Incanto Del Lotto 49” di Thomas Pynchon: sono due libri che adoro e hanno influito molto sul mio linguaggio artistico.
Poster di un film sicuramente “Aguirre” di Herzog, sarebbe una bella sifda riuscire a ricreare la potenza visiva del film.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
Silvio Cadelo è uno dei disegnatori italiani che preferisco.

co-fondatrice e caporedattrice

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