7am | Ilaria Speri

7 foto e 7 domande, alle 7 di mattina, a fotografi che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Ilaria Speri.

Ciao Ilaria, quanti anni hai e di dove sei? Da quanto scatti foto?
Ho 22 anni e sono di Verona, ma vivo a Milano da tre anni, dove mi sono laureata in Design degli Interni al Politecnico.
Non saprei dire esattamente quando ho cominciato a scattare, ma di sicuro ho capito che non avrei mai potuto farne a meno durante un viaggio in Grecia e Turchia, nel 2006.

La tua attrezzatura?
Una Canon EOS 450D con obiettivo 24-70 f. 2.8 e una vecchissima Fujica con 50 mm fisso. Il mio ragazzo mi ha regalato di recente il cavalletto MK394-H Manfrotto, una meraviglia!

Cosa fai quando non fai foto?
A breve inizierò un master per provare davvero a diventare fotografa, ma in generale leggo tanti libri, guardo film, mi godo la vita familiare passando un sacco di tempo con i miei tre coinquilini e gli amici che in continuazione vanno e vengono da casa. Ho un lavoro come cameriera in un catering che mi piace tantissimo, attraverso il quale sto avendo la possibilità di conoscere davvero questa assurda città. Di quando in quando, però, me ne torno a Verona, a godermi il verde delle colline dove si trova casa mia.

Descrivimi la tua stanza.
La mia camera è per me un piccolo mondo, oltre ai mobili di prima necessità ci sono la mia pianta Patti e un sacco di carta: libri, riviste, foto, ritagli di giornale, cartoline, poster accumulati negli anni che riempiono la libreria e le pareti… Una cosa a cui sono particolarmente affezionata è una serigrafia fatta con una foto di Robert Mapplethorpe, regalo di due amici che mi conoscono bene.

La tua macchina fotografica pesa quanto…
Pesa tanto, quanto basta per avere bisogno di un massaggio alle spalle dopo una giornata con lei addosso!



Se il tuo immaginario fosse un film? O un libro?

Goodbye Lenin: la mia amata Berlino, e l’importanza dei dettagli.
Come libri “Questa storia” di Baricco e “La Prosivendola” di Pennac, mi fanno sognare.

Un fotografo/a che mi consigli di tener d’occhio?
Matthias Heiderich, è stato un vero e proprio colpo di fulmine.

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