Tested | Hermès Un Jardin sur le Toit

Questa è la storia di un viaggio iniziato nel 2003 e continuato, anno dopo anno, attraverso i giardini del mondo…
Dopo aver spento le candeline del suo centocinquantesimo anniversario, nel 1987, la Maison Hermès ha deciso di farsi contagiare, ogni anno, da un tema diverso.

Il 2003, era l’anno del Mediterraneo, che suggerì a Jean-Claude Ellena, il celebre naso dalla Maison, la prima fragranza della collezione Parfums-Jardins intitolata Un Jardin en Méditerranée, un omaggio al giardino segreto di Leïla Menchari, direttrice della Decorazione della maison Hermès, sulle soleggiate rive della Tunisia.
Due anni dopo, il tema era il Fiume, e spinse il creatore a esplorare le isole-giardino del delta del Nilo, così creò Un Jardin sur le Nil.
Nel 2008, le Fantasie indiane, portarono a celebrare la rinascita di un’India rinvigorita dai monsoni, con Un Jardin après la Mousson.

Così giunti al 2011, anno in cui la maison celebra gli artigiani nella storia e di oggi, dopo aver esplorato, annusato e ricreato in note olfattive molti giardini in giro per il mondo, si torna a casa. Si torna, per l’esattezza, al giardino sul tetto di casa, Un Jardin sur le Toit, al giardino sul tetto della maison ubicato al 24, Faubourg Saint-Honoré, Parigi.
Un giardino piccolo, chiuso, a dimensione umana, dal cui prato, facendosi largo tra i rami, si può ammirare Parigi. Un giardino familiare di cui si conosce anche l’artigiano che pianta, taglia, innaffia, cura: il giardiniere Yasmina. Questo è anche il luogo dove è avvenuto il primo incontro tra Jean-Claude Ellena ed Hermès.

Così lo descrive il famoso naso :
“Un giardino incredibile, un inventario bianco e verde alla Prévert.

Qualche gradino in pietra, un lastricato, un percorso circolare, una balaustra, palme e un melo fiorito, angeli e cinciallegre, salvia e rosmarino, rose e resede, balsamine e acetoselle, albe e biancospini, viole del pensiero e parole del cuore, memorandum e coccinelle, figure eleganti e un paio di guanti, terra di Normandia e aria di Parigi, foglie morte e un badile, un soldatino di piombo gigante, un passerotto che beve, siepi di bosso, due carré di seta, uno sgabello, un grembiule, i tetti di Parigi, un innaffiatoio, vasi e un giardiniere, crocus e schizzi, le stagioni, il sole e la luna, qualche ibisco, un albero di magnolia, tulipani e fiori di lillà, pere, due amorini silenziosi e sognanti, tutte le sfumature del bianco, canti d’uccelli e, proprio accanto, una musica particolare: il ritmo del lavoro, in coro, degli artigiani sellai nel loro atelier.”

Ma che profumo ha un giardino sul tetto?
L’odore di erba grassa, terra umida, di humus, gli odori fruttati di mela, pera, la magnolia, il the e l’erba matta, che noi chiamiamo erbaccia, ma solo quando siamo di malumore…

E che effetto fa a me indossare Un Jardin Sur Le Toit?
Come ho già più volte scritto, il colore verde nei profumi mi mette di buon umore e mi fa ben sperare. Così dopo averlo velocemente scartato, salto i preliminari non lo annuso neanche e me lo spruzzo direttamente sul polso. Sulle prime devo dire che sento in modo intenso l’odore fresco del the e dei fiori bianchi. Poi arriva il profumo di pere (un frutto che devo dire non amo molto), ma quello che resta dopo qualche ora è una piacevole sensazione fresca di pulito, mela verde, terra bagnata ed erba inumidita dalla rugiada mattutina.
Sono certa, non lo regalerò a nessuno (lo faccio spesso con i vari profumi che provo), non solo lo userò spesso in questi sgoccioli di primavera bolognese che sa di autunno e ne ha anche la luce e l’umidità…

Chi ha illustrato il giardino e creato la bottiglia?
Philippe Dumas, nipote di Émile Hermès, che ovviamente lo conosce fin da bambino e ce lo ha raccontato proprio con i colori che riempiono gli occhi sognanti di un bambino.

Ultima cosa, dimenticavo, come molte proposte della Maison il profumo va bene sia per lui che per lei.

co-fondatrice e caporedattrice

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