Perrier-Jouët 200th Anniversary Party | Il party

La maggior parte delle ragazze che conosco (ed anche qualche ragazzo ma in modo più velato) specie se un po’ attempate e gravitanti – a qualsiasi titolo – nel mondo della moda, si sentono e spesso si comportano come se fossero la reincarnazione di Carrie e non sto manco a spiegare quale Carrie, che tanto lo sapete tutti benissimo.
Si vestono come lei, o almeno ci provano, scrivono come lei, si sentono fighe, regine della festa e sempre al posto giusto, come per contratto, anche quando sono agghindate in modo ridicolo e si trovano in ambienti a loro sconosciuti.

Io invece con il passare degli anni, assomiglio sempre di più a Bridget Jones. Ok, ho scarpe, borse e capelli più belli ed in ordine di lei, mi vesto in modo meno inglese, non fumo e non bevo troppo però, come lei, mi sento spesso l’elemento dissonante in una orchestra perfettamente affiatata.
Questa sensazione, che non dipende dall’ambiente in cui sto, per fortuna dura per poco, ma in quel lasso di tempo vorrei sempre essere sul divano di casa mia con un libro in mano, la lampada da lettura accesa e la solita confortante musica di sottofondo.

E’ stato così anche per il primo quarto d’ora del fantastico Perrier-Jouët 200th Anniversary Party.
Dopo il piacevole pomeriggio di cui vi ho parlato sabato, la visita alla Galleria Perrotin, l’intervista all’International Marketing Director, ho avuto solo 45 minuti per doccia, sciampo, trucco e parrucco. Voi non sapete come può esser complicato asciugare una chioma folta e riccia come la mia con un phon d’ albergo in 15 minuti senza poi sembrare scappata dal manicomio.

A questo quadro già così poco glamour dovete aggiungere che avevo sottovalutato l’effetto scintillio legato all’evento. La maggior parte delle signore presenti erano in abito lungo, perlopiù bardate a festa e piene di ogni modaiolo ben di dio di stagione e non: pizzo, perle, paillettes, ricami, oro, strass, colori vivaci e molto altro ancora.
Io, invece, avevo un abito nero da cocktail molto monacale, sandali neri aperti in suede con la zeppa che però non superavano i 6 cm, mentre tutte le altre si erano aiutate con almeno 12 cm, e una baguette di Fendi in edizione limitata del 2008 in pitone rosa e perle grigie e nere… beh insomma quest’ultima stava nella media del chiassoso scintillio circostante e forse la alzava anche un po’.
Ed in ultimo metteteci pure la difficoltà a capire il francese, quella di parlare in inglese e peggio ancora quella di sopportare i discorsi in italiano. Tipo: “Frizzifrizzi? Non vi conosco, dovrei?” o “Per i blogger servirebbe un sistema di controllo e disciplina. Che so, un albo, un esame. Siete in troppi ormai, non ci si capisce più nulla!”.

Spostando però l’occhio di bue dalla sottoscritta al resto del mondo intervenuto, la festa è stata meravigliosa.
Come già detto, Perrier-Jouët ha ospitato 200 persone provenienti da 10 paesi nella bellissima location della Ecole des Beaux-Arts a Parigi. Ad accompagnare gli ospiti all’interno non c’era il solito tappeto rosso, ma una bellissima guida di erba verde. Appena entrati tutto era circondato da un alone di mistero, il centro del salone era coperto da tende bianche, restavano visibili solo le pareti laterali coperte da foto in bianco e nero realizzate dallo Studio Harcourt e che ritraggono alcuni personaggi noti e legati in qualche modo alla Maison Perrier-Jouët, con coloro ai quali intendono passare il testimone dalla loro arte: Alain Delon e la figlia, il Marchese Antinori e la figlia, Catherine Deneuve ed il figlio, il vecchio Cellar Master André Baveret di Perrier-Jouët e il nuovo Hervé Deschamps, Paul-Charles e Patrick Ricard, Jean-Charles & Louis-Marie de Castelbajac, il celebre cuoco francese Alain Ducasse e Jean Louis Nomicos, che ha cucinato per la serata e tanti altri ancora ancora.

Dovete tener presente che il filo conduttore dell’evento e della nostra intera esperienza presso Perrier-Jouët era il concetto di Legacy ovvero il legame tra il prestigioso passato e il presente e tra questi e il futuro della Maison.
Poi le tende si sono alzate ed ai nostri occhi si è palesato un prato verde con tavoli apparecchiati di un bianco abbagliante. Quando ho scoperto che non ero seduta con gli altri blogger ho avuto altri due minuti di smarrimento, ma per fortuna i miei commensali (italiani e francesi) sono stati interessanti, gentili, accoglienti e curiosi nei confronti della “blogger italiana” ed ho passato una piacevolissima serata!
A parte i fiumi di favoloso champagne e il cibo delizioso (una curiosità: il menù era lo stesso di quello proposto per il centenario della Maison), la serata si è conclusa con l’esibizione di una bellissima e bravissima V.V. Brown.

Per i più curiosi ecco il Menù:

Légume de fleurs de Printemps en macédoine aux saveurs d’agrumes – Cuvée Belle Epoque 2004

Homard Belle Epoque- Cuvée Belle Epoque 2004

Poularde truffée Lamberty et ses petits pois Morilles – Cuvée Belle Epoque 1998 in Magnum

Bombe glacée 2011 Rose et Framboises – Cuvée Belle Epoque Rosé 2002

Mentre alcuni ospiti si sono spostati per l’after party organizzato da Perrier-Jouët al Pershing Hall, io e gli altri blogger siamo tornati in albergo e dopo l’ultimo bicchiere di champagne, esausti ci siamo dati appuntamento alle 10 del mattino seguente.
Pazientate anche voi, domani conoscerete il resto!

party photos by Marc-Andre Dessanges, Bertrand Rindoff, Jean Picon
portraits by Studio Harcourt

co-fondatrice e caporedattrice
Mostra Commenti (3)
  1. Mi fai sudare solo a leggerti…figurati ad immedesimarmici!!!!

    Sei vaccinata per il Ballo della Rosa ormai :-)

  2. grazie per le foto degli allestimenti e dei fiori e delle proiezioni sulle pareti! per chi arriva come me dagli eventi e dalle scenografie è un sogno guardare i dettagli! complimenti anche al marketing di Perrier Jouet Pernot Ricard , braviiiiii

    antonella

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