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PORCO CON LE ALI
Porco Rosso
di Hayao Miyazaki (Giappone 1992)

Trama: Anche un maiale può salire su un aereo quando viene adulato OINK!

Per l’amore del cielo (!) dove cazzo sono stato prima di oggi per non aver mai visto Porco Rosso.
La maggior parte del tempo l’ho passata a vedere film, per questo mi sono distratto e non ho visto questo CA PO LA VO RO (oink!).

Io e Miyazaki non ci intendiamo tantissimo. Per carità non vorrei sembrare uno che ama, chessò, Shrek: riconosco in ginocchio la grandezza di Hayaosan, però “mi si ferma ad un millimetro dal cuore”. E oggi aggiungo, “fino ad ora! Perché non avevo visto Porco Rosso!”.
Che è, il porcellaccio, il film più bello di Miyazaki. Io dixit.

Nella misura in cui non ci sono storie di bambini e c’è invece questo romanticissimo pilota suino, grasso e affascinante e con una storia intorno (vedi l’I Taglia quanto è bella vista con gli occhi di un sognatore) che sprizza Bellezza in ogni sequenza. E gli aerei, gli aerei che ascendono, gli aerei pilotati dai porcelli che volano i porcelli volano cambiano le prospettive al mondo le picchiate velocissime, e quella scena, onirica, bellissima, totale, quando Porco li vede che salgono creando la scia. Da lacrime.
Davvero, forse sono i miei pulsanti che sono messi in posti strani ma non ci voleva la bambina orfanella o la pesciolina muta per farmi esplodere il cuore, ci voleva la porchetta volante.
Ci voleva lui che dice “Un maiale che non vola è solo un maiale” e anche “Piuttosto che diventare fascista meglio essere un maiale”.

Lo sapete che le parole in generale le sputo fuori ma alcune me le tengo strette, preziosissime. Una di quelle più preziose è “capolavoro”. Ecco, non ho altro da dire su Porco Rosso che “capolavoro”.

E ora, per l’autocompiacimento del sottoscritto: nel 2004, da un’altra parte, avevo scritto di Hayao sostenendo – prendendo spunto dalle sue interviste – che la sua vita è paragonabile a quella di un alchimista che gioca con i quattro elementi. Fa sempre piacere scoprire che alle volte ci becco…

Acqua. «Ciò che rende interessante ancora oggi 20,000 leghe sotto i mari è che il mare descritto non è solo mare, è un mare della mente…»


(Aggiornamento: Ponyo!)

Terra. «La lotta è tra la violenza degli esseri umani e la violenza della foresta. Ma noi aggiungiamo un’arroganza che la terra non ha».


(Aggiornamento: Il castello errante di Howl)

Fuoco. «Era divertente immaginare degli Dei che per riposare si rilassano nel calore di una sauna, e non vogliono più andare via…(ride)».

(E poi il più importante) Aria. «Liberarsi dalla forza di gravità comporta una liberazione mentale. Mi preme descrivere l’aria, l’esistenza di qualcosa che non si può vedere»

contributor
  1. ……un grande maestro del cinema d'animazione…..

    Porco rosso è sicuramente uno dei suoi film più belli ma credo di poter affermare con certezza k nn è l'unico….

  2. lo studio ghibli è tuttora insuperabile in tutto e per tutto

    consiglio anche i film del socio Takahata :)

    sono belli almeno quanto quelli del Maestro

  3. dimenticavo.. è vero che oramai il doppiaggio ha fatto passi da gigante in fatto di animazione giapponese, (soprattutto per questo ultimo film, lo studio del copione è durato molti mesi e solo per il titolo ci hanno messo tutta l'anima..)

    ma non è lontanamente comparabile alla versione originale

    il giapponese parlato e "mimato", sentito dai personaggi è pura arte, è una lingua che tradotta perderà sempre

    e il genio dei maestri è proprio riuscire a riprodurre la sensazione per intero.

    tutto questo per dire che per godersi davvero questi lungometraggi è sempre meglio vederli in originale :)

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