Fashion Inside Day#3: Etro the Huge

Buttato giù dal letto in un venerdì mattina come tanti altri, ancora con gli occhi marcati pesantemente da un sonno poco tranquillo mi accorgo di essere in un ritardo scandaloso per tutto tutto quello che c’era da fare (Simone non me ne voglia dopo questa confessione).
Tiro su un telefono a forma di mucca e provo a farmi capire da quella che, dicono nelle pagine gialle, sia la voce meccanica più efficiente per la chiamata taxi. Fortunatamente in qualche modo ce la faccio: forse LEI non comprende l’italiano standard nel migliore dei modi o forse io ero ancora nello stato delirante di uno che non si è ancora svegliato del tutto.

Mi fiondo da Etro che con il suo invito a forma di foulard promette e premette molto. Anche qui, come in Ferretti e D&G tutto è leggero, fluttuante. Abiti lunghi ai piedi. Veli che coprono corpi esili, stampe floreali stilizzate e forme geometriche. Entrano ed escono da un enorme foulard identico a quello dell’invito. Pantaloni che lasciano intravedere una linea super ’70 e colori dalle tonalità calde: marroni e beige d’altri tempi.

Da Massimo Rebecchi sfilano sia l’uomo che la donna. Punte di lino per alcuni capi e lievi frange su sciarpine super leggere appoggiate al collo. Alcuni richiami al glitter per capi in cui si è visto un (forse involontario) ritorno agli esagerati anni ’80. Poi però arriva la smentita con giacche abbinate a bermuda molto corti e vestiti con richiami al frock-dress.

Infine Agnona ci regala, prima della pioggia, una bella presentazione con gustosi mini finger-food in un giardino stranamente e piacevolmente silenzioso che ospita un’esposizione in piena armonia con l’ambiente. Abiti che sembrano galleggiare nel vuoto, agganciati a mannequin prive di testa.

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