Ground-Zero

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A volte per il proprio brand si scelgono nomi  che possono essere collegati a ricordi (come se si volesse rendere omaggio a qualcosa), a sensazioni, ad esperienze o semplicemente perchè piace come suonano. A volte però questi nomi sono come dire… importanti. Quindi è spesso difficile trovarli su internet, in quanto, appunto, c’è sempre qualcosa di più cliccato, più famoso con lo stesso nome. Un caso a caso (concedetemi il gioco di parole) è quello dei Leitmotiv (dei quali si è già più volte parlato), che sono preceduti da una band napoletana, se non erro, e dalla nostra amica Wikipedia che gentilmente ci spiega l’etimologia del termine.

E’ per questo che ho deciso di parlarvi di Ground-Zero, anche perchè dopo la 9° pagina di google ho perso la speranza e la voglia di cercarli… Ground-Zero sono due fratelli, Eri e Philip Chu. La cosa che mi è piaciuta molto è il concetto No Rules che portano avanti. Ogni collezione è fondamentalmente un casino di stili. Da oversize a super skinny, da stampe quasi da mercatino a total black, da tessuti ultra sintetici a quelli ecologici e riciclati.

Fanno sempre capo a quella moda un po’ postatomica che è iniziata negli anni 70. Però ci ironizzano su e la fondono con stili streetwear molto londinesi.

A voi l’ultimo giudizio…
Dopo il salto altre immagini

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