Pitta cu’ passuli o pitta n’chiusa

Pitta cu’ passuli o pitta n’chiusaQuesto è un dolce tipico calabrese, nella mia zona (la provincia di Crotone) si prepara per Natale. La ricetta che leggete qui sotto è di mia zia, che ringrazio per avermela lasciata pubblicare (fino ad ora ne è sempre stata gelosissima, ma Frizzifrizzi ha un potere di convinzione tutto suo!), le foto non credo che sia neanche necessario specificarlo, sono di Ilva, che ringrazio per essersi sacrificata a fotografarla e mangiarla!

INGREDIENTI (per una Pitta):
Per il ripieno:
* 250 gr di mandorle (pelate, tostate e tritate)
* 250 gr di uva passa (lavata ed asciugata)
* un cucchiaino da the di chiodi di garofano in polvere
* un cucchiaino da the di cannella in polvere
* una buccia d’ arancia grattugiata
* una buccia di mandarino grattugiata
* 150 gr di zucchero
* 75 ml di liquori misti per il bagno: Strega, Maraschino, Liquore al Mandarino (tipo mandarinetto di Saronno)

Per la pasta:
* 300 gr di farina di semola di grano duro
* 4 gr di lievito per dolci
* liquore Martini q.b.
* 1 uovo intero
* mezzo cucchiaino da the di cannella in polvere
* mezzo cucchiaino da the di chiodi di garofano in polvere
* 1 cucchiaio da cucina di zucchero
* un pizzico di sale
* 30 gr di margarina
* olio extravergine d’oliva

Per guarnire:
* olio extravergine d’oliva q.b.
* cannella in polvere
* chiodi di garofano in polvere
* zucchero

Per la cottura:
* olio d’oliva q.b.
* miele

PROCEDIMENTO:

Ripieno:
Mettete ammollo le mandorle in acqua calda, pelatele e tostatele in forno (non devono essere troppo cotte). Lasciatele raffreddare e tritatele. Lavate l’uva passa e fatela asciugare su un canovaccio. Lavate l’arancia ed il mandarino e grattugiatene la scorza.
Preparate il misto di liquori: 25 ml di Strega, 25 ml di Maraschino, 25 ml di liquore al mandarino.
In una ciotola mettete insieme: le mandorle, l’uva passa, le scorze di mandarino e d’arancia, la cannella, i chiodi di garofano, lo zucchero, i liquori. Amalgamate e lasciate riposare ed insaporire.

Impasto:
Preparare su un piano di lavoro una fontanella fatta da: farina, cannella, chiodi di garofano, lievito per dolci, un pizzico di sale. Fate sciogliere la margarina a fuoco lento e fatela raffreddare. Lavorate la farina con l’uovo, la margarina, l’olio ed il Martini, per la quantità di quest’ultimo regolatevi in base alla consistenza della pasta, deve essere morbida ed elastica.
Dividete la pasta in due metà e con ognuna tirate 2 sfoglie circolari con il matterello.
Se proprio siete peggio di me in cucina, potete usare la macchina per le lasagne e poi unire le parti. L’altezza ottimale da ottenere è quella della sfoglia per le lasagne.

Guarnizione:
Sempre lavorando sul piano, prendete le due sfoglie e spennellatele con l’olio, spolveratele con la cannella ed i chiodi di garofano.
Su una delle due sfoglie disponete il ripieno in modo omogeneo, arrotolatela e tagliate delle fette alte circa 3 cm che disporrete al centro della sfoglia rimasta. Chiudetele la torta usando dello spago per cucina, disponetela al centro della teglia e versate dell’olio finché la Pitta sarà coperta per metà.

Cottura:
Cuocete in forno preriscaldato a 180°C per circa 45 minuti. A metà cottura, aprite il forno e versateci sopra uno due cucchiai di miele.
Toglietela dalla teglia e riponetela sulla carta per fritti in modo che l’olio in eccesso si asciughi.

co-fondatrice e caporedattrice
  1. (tragico, non riesco neanche fare il commento al post giusto! Maa oggi sono malata…) non ti dico quanto ho sofferto …. quando la torta era finita peró! Grazie Francesca!

  2. Ciao!
    La pitta cu’ passuli, pitta n’chiusa o pitta ‘mpogliata è il tipico dolce natalizio della sila piccola e del medio-alto ionio. Si prepara con diverse varianti in molti paesi della fascia di territorio compresa tra catanzaro e cosenza e (chiaramente) nella maggior parte del crotonese.
    Io sono di Parenti un paesino ai piedi dell’altopiano della sila. Da noi si fa in maniera decisamente diversa, nonostante la base rimanga quella.
    La caratteristica più comune del dolce resta comunque la tipica decorazione a forma di fiore…se volete vi posto la ricetta (variante sila piccola)!

  3. Ciao Giuseppe, accettiamo!
    Scrivi pure la ricetta in un commento se ti va…Ovviamente Ilva e Simone si offrono volontariamente come cavie, per testare sul campo la differenza ;)

  4. uhhh quanto è buonaaa…grazie per la ricetta Francesca!
    anche io sono di Crotone e ,a dire la verita’, questo dolce mi piace solo da quando non l’ho piu’ potuto avere sotto gli occhi e a portata di mano!^^
    ora quando rientro nella capitale questo è quasi sempre il mio souvenir dalla Calabria per gli amici

  5. L'ultima volta che ho mangiata la pitta avevo forse 11 anni quando una mia zia che abitava ad Isola Caporizzuto la ha portata per regalo a mia nonna per le feste, poi questa mia zia e' morta e non ho piu' assaggiato questo dolce che ricordo buonissimo, compiro' 45 anni il 14 febbraio, e allora cerchero' di farmi un regalo cercando di farla con la tua ricetta, io vivo in america spero solo di trovare tutti gli ingredienti, grazie per aver pubblicato la ricetta.

    ciao a tutti quelli che gli piace la pitta n'chiusa.

    Antonio

  6. mi chiamo anna maria abito in belgio mia mammaèdi cotronei ma mi sembrava che la pasta l'impastava con il vino.Se una persona di Cotronei legge il mio cmmento e mi puo dare la ricetta,saro molto contenta.Cerco pure la ricetta dei tardiddi e dei taralli cu l'ananzu (grani di anice)Grazie mille

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Altre storie
Track21: da BasileADV e dalla type foundry Resistenza l’immagine e il packaging di una nuova birra italiana