Istruzioni su come costruire il proprio archivio personale: “Promemoria” illustrato da Marta Giunipero

Se c’è una persona che tutte e tutti noi dovremmo ringraziare per aver portato al grande pubblico, qui in Italia, la conoscenza degli archivi e della loro fondamentale importanza per conservare e preservare il passato e la memoria storica — che si tratti della memoria comune o di quella privata —, e della necessità di tenerli “vivi”, tali archivi, continuando a lavorarci sopra, a farli “parlare”, quella persona è Andrea Montorio.

Classe 1974, Montorio nel 2011 ha fondato, insieme a Gisella Riva, Promemoria Group — la prima azienda italiana che si occupa appunto di recuperare, proteggere e valorizzare gli archivi delle grandi aziende, delle istituzioni culturali e delle collezioni private. Non solo: è anche co-fondatore del festival torinese Archivissima e di Archivio, la prima rivista in assoluto a essere realizzata esclusivamente con materiali provenienti dagli archivi.
Se dunque oggi il concetto di archivio non è più materia per soli addetti ai lavori, e se gli archivi stessi hanno ormai smesso di essere percepiti — da chi ci sta dentro e da chi ne sta fuori — come luoghi chiusi, inaccessibili, impolverati, ma, al contrario, come risorse preziose da aprire e rendere fruibili a quante più persone possibili, beh, il merito è anche suo.

Ma in tutti questi anni di lavoro Montorio non ha soltanto aiutato a organizzare, digitalizzare e gestire raccolte di documenti, immagini e oggetti: ha anche imparato molto, moltissimo, e ciò che ha scoperto ha deciso di condividerlo in un libro, intitolato Promemoria. Come creare l’archivio dei propri ricordi e pubblicato nel 2021 da Add Editore.
«Ho passato gran parte della vita professionale a cercare di far conoscere gli archivi al grande pubblico, e non solo come luoghi per gli addetti ai lavori. Questo libro è la sintesi di tutto ciò che ho imparato in questi anni» scrive l’autore, che ha avuto occasione di mettere nero su bianco i suoi pensieri grazie a un trasloco e… alla pandemia.
Nell’estate del 2020, infatti, Montorio aveva in programma di cambiare casa, ma poi è arrivato il virus che tutti conosciamo a cambiare un po’ i piani. A marzo, complice il lockdown, ha dunque iniziato a pensare, con molto anticipo, alle scatole da fare, e, avendo un po’ di tempo libero fuori programma, ha colto la proverbiale palla al balzo per riordinare le idee e usare quel trasloco così da usarlo come esempio per una vera e propria guida alla creazione di un archivio personale.

«Questo libro è due libri» spiega Montorio nell’introduzione: «al capitolo di uno segue sempre un capitolo dell’altro. Il primo spiega il perché, il secondo il come; il primo il principio, il secondo l’esempio. Un libro racconta la mia passione per la memoria e i modi che conosco per averne cura, l’altro descrive le “pratiche”, semplici e semplificate, che ho messo in atto per crearmi un piccolo archivio personale».
Tanto affascinante quanto utile, Promemoria. Come creare l’archivio dei propri ricordi è una lettura che consigliamo a chiunque stia cercando «il posto delle cose che hanno una storia». E quel posto è proprio un archivio.

Ne presentiamo qui — su gentile concessione dell’autore e della casa editrice — un estratto, accompagnato dalle bellissime illustrazioni realizzate ad hoc dalla giovane artista torinese Marta Giunipero.

Andrea Montorio

Promemoria. Come creare l’archivio dei propri ricordi

Add Editore, 2021

Nel periodo in cui ho dovuto lasciare l’ufficio e portarmi il lavoro a casa, complice il trasloco, mi è venuto spontaneo provare ad applicare i saperi dell’archivista ai ricordi personali. È così che, insieme a Louis, abbiamo deciso di creare il nostro piccolo archivio. Il primo passo è stato procurarci gli strumenti del mestiere. O qualcosa di simile.
Ecco la lista:


  • 2 scatole (in realtà sarebbero 3, ma una è una “scatola digitale”, quindi per ora ne bastano 2, grandi almeno come quelle di un paio di stivali. Nella prossima pratica spiegherò come usarle);
  • 1 timbro personalizzato con l’inchiostro (più avanti scopriremo perché è uno strumento unico, essenziale e divertente. E costa poco. Io l’ho fatto disegnare a Louis);
  • 1 perforatrice per carta, per fare dei piccoli fori tondi;
  • 1 registratore (puoi usare quello del telefono);
  • 1 videocamera (come sopra);
  • 1 quaderno o un diario;
  • 1 confezione di buste per fogli A4;
  • 1 confezione di carta velina per proteggere i documenti;
  • 1 confezione di pennarelli indelebili di colori diversi;
  • 1 confezione di cartoncini;
  • 1 confezione di post-it di quattro colori diversi;
  • 1 matassa di filo di cotone o di spago;
  • 1 baule o una vecchia valigia (in realtà ti servirà solo a fine anno, ma nel frattempo puoi usarla per tenere sotto chiave gli strumenti del mestiere).

Ora conosci gli strumenti, ma per capire cosa conservare in archivio è necessario prima di tutto sapere a chi stavi pensando quando hai deciso di metterti all’opera, quando hai iniziato a leggere questo libro.
Ecco un elenco (mai definitivo) di possibilità:


A te

Puoi provare a essere il tuo archivista personale: raccoglierai e catalogherai oggetti e storie che racconteranno le tue esperienze, le passioni, il lavoro. È un ottimo esercizio per riconoscersi attraverso nuove prospettive.

A chi ti sta vicino

Come nel mio caso, l’archivio potrà essere nostro e dei nostri figli, oppure nostro e delle persone che abbiamo vicine, oppure nostro e dei nostri genitori, o forse, più semplicemente, di quello che per te è casa. Sarai l’archivista della casa: gli oggetti e le storie che finiranno in archivio arriveranno da più fonti e saranno anche molto diversi tra loro. Per capirci: nel caso di Louis, l’archivio raccoglie il materiale prodotto a scuola, le testimonianze delle sue passioni più o meno continuative, gli appunti, i biglietti, le foto e i video che produco io su di lui o tutti i piccoli ricordi dei weekend passati tra giochi e cinema, città da scoprire e un po’ di cultura.

Al tuo gruppo

Agli amici, alla classe che frequenti o quella in cui insegni, alla squadra sportiva di cui fai parte, al tuo gruppo di scout, alla compagnia teatrale con cui calchi le scene, al gruppo musicale con cui suoni. Insomma, puoi creare l’archivio di qualsiasi gruppo più o meno formale di persone di cui sei parte, comprese le riunioni condominiali. In tutti questi casi le fonti e i materiali saranno numerosi e diversi tra loro, è essenziale avere una persona (tu?) incaricata dal gruppo di supervisionare la selezione dei materiali da archiviare.

Ai tuoi amici con quattro zampe, due ali o una coda

Oltre che con le persone, spesso cresciamo insieme ad animali che segnano in modo indelebile la nostra vita: l’archivio potrebbe essere il vostro, il tuo e il loro.

Per iniziare

Prenditi una settimana di tempo per scegliere a chi pensare mentre realizzi il tuo archivio. Nel frattempo, procurati gli strumenti del mestiere.

Attività extra: la tua prima capsula del tempo

Se non te la senti di iniziare subito con un vero e proprio archivio, ti capisco. Realizzare una capsula del tempo è un’attività perfetta per prendere confidenza con l’idea di selezionare e archiviare ricordi e testimonianze, di tracciare delle linee tra passato e futuro.

  • Devi decidere e incidere la data di apertura nel momento stesso in cui chiudi la capsula;
  • deve rimanere chiusa per il doppio o il triplo del tempo cui stai pensando mentre scegli quella data.

Se pensavi di aprire alla fine della prossima vacanza quella capsula realizzata con gli amici l’ultimo giorno di mare dell’anno precedente, lascia passare due estati. Se pensavi di aprire la capsula realizzata prima che tuo figlio nascesse quando inizierà la scuola elementare, lascia che la apra quando compirà 18 anni. Se pensavi di aprire la capsula della vecchia casa quando avrai finito di arredare quella nuova, aprila il giorno in cui avrai finito di pagare il mutuo.

Il giorno in cui Louis e io ci siamo definitivamente trasferiti nella casa nuova, abbiamo deciso di costruire quel panda dei Lego che fino a quel momento non era mai stato aperto. Poco prima di finire abbiamo scattato una Polaroid del nostro nuovo appartamento, abbiamo disegnato e scritto sulla foto i pensieri di quel momento e l’abbiamo inserita all’interno del panda. Allora abbiamo attaccato gli ultimi mattoncini e con un pennarello indelebile abbiamo scritto la data del giorno in cui potremo sedare il panda, aprirlo delicatamente e riscoprire le nostre emozioni che ha conservato.

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