The City is Yours: una nuova rivista che insegna a meravigliarsi e a trovare la bellezza in giro per la città

Una delle migliori lezioni che io abbia imparato nella mia vita riguarda qualcosa che è allo stesso tempo semplicissimo e quasi impossibile da raggiungere: la capacità di interrompere l’inarrestabile flusso di pensieri, che ci porta a vivere e ad agire in maniera automatica per la maggior parte del tempo, per focalizzare invece l’attenzione su di sé1, su ciò che si sta facendo, come se stessimo guardandoci dal di fuori. Sembra facile, ma non lo è. Richiede uno sforzo immane. Già il fatto di riuscirci per qualche secondo è una conquista gigantesca, perché la mente, invischiata nelle faccende e nelle fatiche del vivere, tende con tutte le proprie forze a ritornare alla modalità “automa”, ciò a farci fare “ciò che dobbiamo fare”, mentre l’attenzione salta e corre incessantemente tra banali faccende quotidiane, fantasticherie e desideri. E capita di ritrovarsi in mano una sigaretta che non ci si ricorda di aver accesso, o di “risvegliarsi” sulla soglia di casa senza aver registrato un solo istante di ciò che è successo nei 10, 20, 40 minuti immediatamente precedenti.
Ciò che perdiamo, mentre l’ideale manopola è girata su “robot”, è niente meno che tutto; tutto quanto; il mondo.

“The City is Ours #1 – Discarded Gums”, Other Editions, 2022
(courtesy: Lorenzo Servi / Other Editions)

L’attenzione — la vera attenzione — è dunque sfuggente, quasi inafferrabile. Ma, quando riesci ad arrivarci, è come se si aprisse una dimensione altra, in cui ciò che normalmente percepisci attraverso i sensi diventa più vivido, più ricco, più connesso a tutto il resto, più — non saprei in che altro modo spiegarlo — “reale”. E anche le piccolissime cose, i dettagli senza importanza, le minuzie, appaiono sotto una nuova luce, che ne rivela aspetti fino a quel momento inediti.

«Non abbiamo bisogno di fuggire in un mondo virtuale. La nostra città, i suoi quartieri e le strade possono non essere ideali; possono sembrare noiose o deprimenti, a volte. Ma questa non può essere una valida ragione per abbandonarle in favore di una realtà virtuale. La tecnologia e i social media ci offrono scorciatoie per trovare nuove ed eccitanti cose, ma è solo un’illusione. La vera sfida è guardare con occhi nuovi a ciò che già ci circonda e vederne il potenziale. Non possiamo cambiare tutto ciò che abbiamo attorno, ma possiamo cambiare il modo in cui lo guardiamo. E se cambiamo il nostro punto di vista, la nostra realtà può cambiare. Una prospettiva diversa può far sembrare una strada più interessante. Qualcosa di ordinario può diventare straordinario. Un problema nella vita, un’opportunità unica. È tempo di dare una seconda occhiata a ciò che è già intorno a noi. La città è nostra» — così recita il manifesto di un nuovo progetto editoriale che, dichiaratamente, insegna a cogliere il meraviglioso nel quotidiano. In pratica: ad allenare l’attenzione.

Si chiama The City is Ours e si tratta di una fanzine formato libro che in ciascun numero offrirà, appunto, una prospettiva diversa sul panorama urbano, presentandone elementi che di solito passano inosservati, tra dipinti involontari, sculture accidentali, e ready-made scovati per le vie.
Si tratta di un’iniziativa che nasce già con una data di scadenza: saranno infatti prodotti sei numeri, dopodiché le pubblicazioni cesseranno.

Dietro c’è Other Editions, casa editrice indipendente fondata a Helsinki da Lorenzo Servi, designer, architetto e artista (sebbene lui dica di non trovarsi a suo agio con questa definizione) che possiede il rarissimo talento di farti vedere — specialmente nelle cose apparentemente più banali — ciò che solitamente viene ignorato, tipo i segni degli operai edili, il retro dei quadri o le opere d’arte involontaria che riempiono le città.

Il primo numero di The City is Ours, che è già uscito e si può acquistare online, è dedicato alle gomme da masticare, ed è suddiviso in due sezioni: la prima è una documentazione delle “cicche” che si possono trovare un po’ ovunque per le strade: spiaccicate sull’asfalto, incorporate nella pavimentazione urbana, incastonate e dipinte sulla segnaletica orizzontale, sciolte dal calore estivo o pietrificate dal gelo invernale; la seconda è invece una raccolta di interventi e interpretazioni opera di artiste e artisti, fotografe e fotografi, osservatrici e osservatori, per dimostrare — come spiega la presentazione del progetto — che davvero tutto può essere più interessante di quanto potrebbe sembrare.

“The City is Ours #1 – Discarded Gums”, Other Editions, 2022
(courtesy: Lorenzo Servi / Other Editions)
co-fondatore e direttore
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