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Ripartenze: da Muttley il progetto di comunicazione visiva per la stagione estiva de I Teatri di Reggio Emilia

Il concetto che sta alla base della complesse figure dalla struttura concentrica, di origine antichissima, conosciute come maṇḍala, è il dualismo: un dualismo tra ordine e caos, tra varietà e unità, tra esteriorità e interiorità. Strumenti di contemplazione, concentrazione e conoscenza di sé, le figure dei maṇḍala sono costruite attorno al centro (l’uno, l’origine, il punto senza spazio e senza tempo) seguendo forme geometriche regolari a tre, quattro, cinque, sei e n-lati, ciascuna col proprio significato simbolico.

Nonostante si tratti di figure tipiche delle culture orientali, in realtà anche nelle arti e nelle religioni occidentali esistono figure “mandaliche”: tra queste ci sono i rosoni delle chiese, ma anche le decorazioni che troviamo in molti antichi palazzi, specialmente sui soffitti affrescati. Ne sono pieni i teatri, ad esempio, ed è proprio andando ad attingere ai segni decorativi trovati in alcuni dei più bei teatri di Reggio Emilia che la designer Silvia Castagnoli, fondatrice dello studio Muttley, ha realizzato il progetto grafico per i materiali della comunicazione della stagione estiva de I Teatri di Reggio Emilia, la stagione della “ripartenza”.

(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)

«Durante il periodo di chiusura, ho pensato a cosa potesse esprimere la complessità della vita de I Teatri di Reggio Emilia. Chiesi a Francesca Severini — che lavora da anni nell’ufficio stampa — quale fosse per lei l’anima dei Teatri e mi rispose “questo posto”. Durante la chiusura è stato ancora più forte il pensiero di quel luogo meraviglioso in cui artisti e spettatori, lavoratori e energie si incontrano, dove le emozioni si condividono e dove lo spettacolo non vive solo sul palcoscenico. Al pensiero che un giorno si sarebbero riaperte le attività dei teatri e guidata dalla risposta datami da Francesca, ho pensato di lavorare alle lettere che da sempre contraddistinguono le Stagioni de I Teatri aggiungendo dettagli del Valli, dell’Ariosto e della Cavallerizza realizzati a mano» spiega Castagnoli, che ha il suo studio ad Albinea, poco fuori da Reggio, ed è andata a sul posto a disegnare particolari delle decorazioni, coi quali ha poi disegnato le lettere C (concerti), O (opera), P (prosa), D (danza) e M (musical).

(courtesy: Muttley)

Giocando poi coi colori e ripetendo le lettere scalandole, ruotandole e specchiandole, è andata appunto a costruire dei maṇḍala, che simboleggiano le varie anime del calendario estivo de I Teatri di Reggio Emilia.

«Ispirata dalla rinascita, dai fiori che sbocciano, dalla complessa armonia delle figure che creano i caleidoscopi e dal significato junghiano dei maṇḍala ho creato diverse forme per ciascuna stagione e per più stagioni insieme, per ricordare la commistione che c’è tra le diverse attività artistiche» dice Castagnoli, forte di una grandissima cultura realtiva a simbolismo, psicologia, significato dei segni e dei colori (come ha dimostrato col suo straordinario progetto Le Jeu de l’Âme).

(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
(courtesy: Muttley)
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