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Health Icons: oltre 600 icone gratuite relative alla salute e al sistema sanitario

Chi fa design non salva vite. O quasi.
Come scrivevo in un articolo dedicato a un bel libro su grafica e medicina (mi scuso per l’autocitazione): «La grafica non cura direttamente i virus, non sa usare il defibrillatore, non protegge da malattie sessualmente trasmissibili, non estrae polipi, non previene le epidemie, non prescrive medicinali. Eppure la grafica è fondamentale in tutte queste attività: i manuali di medicina, gli atlanti anatomici, i prontuari farmaceutici, le confezioni dei medicinali, le campagne d’informazione, prevenzione e sensibilizzazione, i fogli con le istruzioni per kit da usare e tecniche da seguire, la segnaletica per aiutare i pazienti a orientarsi dentro a una struttura ospedaliera…».

La comunicazione visiva, come abbiamo avuto modo di vedere — nel bene e nel male — durante questa pandemia, è assolutamente fondamentale quando si tratta di salute. Per agire con rapidità; per capire cosa fare e dove andare; per riuscire a capirsi, anche in casi di emergenza, con chi non parla la nostra lingua.
Ben coscienti del proprio ruolo, tantissimi professionisti e tantissime professioniste della grafica e della comunicazione hanno prestato le proprie capacità e i propri talenti, in questi mesi di crisi globale, per iniziative utili e benefiche: innumerevoli le iniziative di raccolta fondi per ospedali e Croce Rossa, oltre a poster informativi e icone liberamente utilizzabili, giusto per citare qualche esempio.

Proprio a proposito di icone, ecco un altro recente progetto, che si è sviluppato su scala globale grazie a più di 20 volontarie e volontari. Si chiama Health Icons ed è nato in seno all’organizzazione no-profit Resolve to Saves Lives, di base a New York ma operativa a livello mondiale. Qui lavora come come direttore dell’area prodotto e design il progettista Daniel Burka, che si occupa soprattutto dello sviluppo di un software libero, chiamato Simple, utilizzato per gestire i pazienti con l’ipertensione, ampiamente utilizzato in paesi come l’India, l’Etiopia e il Bangladesh.

Abituato a confrontarsi con realtà in cui si riscontrano estreme difficoltà nella comunicazione tra pazienti e personale medico, Burka si è recentemente messo all’opera sullo sviluppo di un sistema di icone open source, chiedendo poi aiuto su Twitter per portare avanti il lavoro. Alla richiesta hanno risposto finora 20 persone, dal Canada e dall’India, dalla Spagna e dalla Svezia, dalla Germania e dall’Australia, dalla Malaysia e dagli Stati Uniti.
In poche settimane sono state prodotte 630 icone, ciascuna in diverse versioni.

«Il mio obiettivo è che un giorno tu possa entrare in un ospedale e vedere alcune di queste icone sulla segnaletica. Aprire un software, che si tratti di un software gratuito o una cartella clinica elettronica a pagamento, e trovare queste icone. Il nostro scopo principale è che le persone siano più sane, quindi non siamo troppo esigenti su come le icone verrano utilizzate, o da chi» ha spiegato Burka alla rivista Fast Company.
Le Health Icons sono infatti del tutto gratuite e liberamente utilizzabili per qualsiasi tipo di progetto e contesto, anche commerciale.

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