Una fuga in la maggiore

«Quel che è accaduto non può essere cancellato, ma si può impedire che accada di nuovo»1 scrisse Anna Frank sul suo diario. Era il 7 maggio del 1944, poco meno di tre mesi prima di quel 4 agosto in cui lei e gli altri clandestini dell’alloggio segreto in cui abitava venissero arrestati e portati nei campi di concentramento.
Nel diario, rivolgendosi alla sua immaginaria amica Kitty, la giovane Anna Frank vergò quelle parole parlando di sé e non della situazione nella Germania nazista, ma la frase ha da allora acquisito un valore universale, diventando uno dei concetti-simbolo dell’importanza della memoria, del non dimenticare per evitare che terribili tragedie si ripetano.

Le parole di Anna Frank appaiono anche in calce a un potente filmato prodotto di recente dallo studio creativo londinese Optical Arts. Si intitola Fugue, ed è una grande metafora costruita attorno a quel «si può impedire che accada di nuovo» e alla forma musicale chiamata fuga, caratterizzata da un soggetto principale che viene esposto da varie voci e poi ripreso, imitato, modificato (è più complesso di così, ma non è il mio campo, quindi ecco una spiegazione più esaustiva).

Scegliendo come tema una delle composizioni tratte dai celebri Ventiquattro preludi e fughe di Dmitrij Šostakovič — il Preludio e Fuga n.7 in la maggiore, l’unico pezzo della serie a non contenere dissonanze —, Optical Arts compie un ulteriore salto simbolico, essendo quella del compositore russo un’opera che ha avuto alterne fortuna nell’Unione Sovietica di Stalin, accusata dal consiglio dell’Unione dei Compositori di essere troppo dissonante, “occidentale” e lontana dai canoni del realismo sovietico.

Il video si basa appunto sull’interpretazione del concetto di fuga e del ripetersi, ancora e ancora, con lievi differenze, della medesima struttura. Costruita coi libri, un altra con pezzi di gesso, poi in vetro, gommapiuma, cibo, scheletri animali, uova, pezzi meccanici, viene regolarmente distrutta, scombinata, scomposta da un enorme e inevitabile peso oscillante.

Fugue è frutto di un grande lavoro di squadra e qui è possibile vedere il dietro le quinte.

Direzione creativa e produzione: Optical Arts
Musica scritta da: Dmitrij Šostakovič
Musica interpretata da: Svjatoslav Ricther (Praga, 1956)
1º assistente di camera: Elliott Lowe
Styling: Jamie-Lee Harding
Supervisore VFX: Miguel Wratten
Colourist: Martin Pryor
Montaggio: Matt Cronin
Ritocco: Martin Pryor