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Monotowns: un viaggio tra le “monocittà” post-industriali della Russia

Qui in Italia, paese fondato sulla piccola e media impresa, abbiamo i distretti: ci sono quelli del tessile, quelli delle calzature, della pelle, della carta, della plastica, degli alimentari, del packaging. L’idea di città che si sviluppano interamente attorno a un’unica industria non fa parte del nostro DNA, sebbene qualche esempio che ci si avvicina lo abbiamo avuto, come i villaggi operai (vedi Crespi d’Adda, il Villaggio Leumann di Collegno, il villaggio siderurgico di Mongiana, per citarne alcuni), la Metanopoli ideata da Enrico Mattei a San Donato Milanese, o Rosignano Solvay, sorta attorno allo stabilimento chimico Solvay di Sodiera di Rosignano, in provincia di Livorno, oltre alle città in parte identificate con l’azienda dominante (Torino con la Fiat, Ivrea con la Olivetti).

”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)

La Russia e i suoi ex stati satellite hanno invece basato gran parte della loro produzione industriale, durante l’era sovietica, sulle cosiddette monogorod, le monocittà, sparse in tutto l’enorme territorio dell’ex URSS, soprattutto in quelli più fuori mano, dove le grandi fabbriche si occupavano di tutto: dall’edificare quartieri per le famiglie dei lavoratori e delle lavoratrici al costruire strade e infrastrutture di ogni tipo, fino alle scuole, le palestre e i centri per il tempo libero.

Anche dopo la caduta del Muro di Berlino e la disgregazione del regime sovietico, le monocittà hanno continuato ad esistere. A cavallo del nuovo millennio ce n’erano ancora circa 900 nella sola Russia, oltre la metà delle quali era costituita da città (anche di grandi dimensioni) e il resto da piccoli centri, per un totale di 25 milioni di abitanti, più del 16% dell’intera popolazione.
Nonostante la grande crisi di molte monogorod, nel 20111 questi centri contribuivano ancora per quasi la metà del prodotto interno lordo del paese.

”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)

Oggi le monocittà sono poco più di 300, per circa 15 milioni di abitanti. Alcune funzionano ancora a pieno regime, molte zoppicano, altre vengono pian piano abbandonate. Nove di esse sono le protagoniste del nuovo libro fotografico di Zupagrafika, studio grafico e casa editrice polacca fondata nel 2012 da David Navarro e Martyna Sobecka, e specializzata nella produzione di pubblicazioni dedicate all’architettura modernista e brutalista dell’ex blocco sovietico.
Intitolato Monotowns, il libro presenta gli scatti realizzati dal fotografo russo Alexander Veryovkin in nove monogorod: Vorkuta, Norilsk, Mirny, Kirovsk, Cherepovets, Magnitogorsk, Monchegorsk, Nikel e Tolyatti, quest’ultima piuttosto conosciuta in Italia visto che il nome — arrivato a noi come Togliattigrad — fu dato nel 1964 in onore del segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti, detto “il migliore”, che all’epoca era da poco scomparso. Proprio Tolyatti è oggi la più grande monocittà russa, con quasi 700.000 abitanti, all’ombra di un’azienda di automobili che fu costruita nel ’66 dalla FIAT (qui tutta la storia).

Per realizzare le foto, Veryovkin ha viaggiato per migliaia di chilometri. Il progetto si è sviluppato per due anni, soprattutto in inverno, con temperature che arrivavano fino a decine di gradi sotto lo zero.
Sono più di 130 le foto raccolte nel volume, che racconta brevemente la storia delle nove città e presenta anche un prefazione del critico d’architettura Konstantin Budarin.
Il libro — che va a comporre un’ideale trilogia con altre due opere già pubblicate da Zupagrafika: Eastern Blocks e Concrete Siberia — si acquista online.

”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
”Monotowns. Soviet Landscapes of Post-Industrial Russia”, Zupagrafika, 2021
(fonte: zupagrafika.com)
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