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D’Istanti: incontrarsi a distanza su di una pellicola fotografica

Quella di Valentina Baldelli e di Giulia Rabarbari è una storia di amicizia, di spazio e di tempo, scritta dalla luce sulla pellicola fotografica.
Classe 1985, cresciute nella stessa provincia, quella di Pesaro e Urbino, si sono conosciute durante il liceo, frequentando la Scuola del Libro di Urbino. Dopo il diploma entrambe si sono iscritte all’Accademia di Belle Arti di Roma e, quando è arrivata la possibilità di partecipare al progetto Erasmus, ancora una volta si sono prese per mano e sono partire insieme: destinazione Murcia, in Spagna.
Era il 2006, e un anno dopo le loro strade si sarebbero separate. Valentina, infatti, tornò in Italia, dove oggi vive a lavora come fotografa e docente nel medesimo luogo — la Scuola del Libro — in cui è nata e cresciuta l’amicizia con Giulia, che invece dopo l’Erasmus decise di restare in Spagna, dove oggi lavora coi bambini.

La distanza, tuttavia, non ha scalfito il rapporto, che è proseguito a distanza anche e soprattutto grazie alla fotografia. Da più di cinque anni, infatti, le due sono al centro di un intenso “traffico” di rullini tra una frontiera e l’altra. Tutto è cominciato a gennaio 2016, quando hanno avuto l’idea di dare un supporto fisico, tangibile, allo stretto legame che le univa. «Ci pesava sentirci così vicine dovendo però essere così lontane, quindi abbiamo cercato il modo di continuare a raccontarci, utilizzando il nostro linguaggio d’elezione: le immagini» mi ha raccontato Valentina.

Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)

Invece di scattare foto e spedirsele l’una all’altra, però, hanno pensato di rendere le cose un po’ più complicate ma molto più affascinanti, trovando la maniera di incontrarsi virtualmente proprio dentro alle fotografie, impressionando entrambe la stessa pellicola — «per fare in modo che, almeno lì, ci fosse qualcosa di solo nostro, intimo» spiega Valentina.

Da cinque anni, dunque, le due scattano in analogico raccontando le proprie giornate come in un diario per immagini. Appena una finisce il rullino, lo riavvolge e lo spedisce all’altra. Chi lo riceve, lo inserisce nella propria macchina fotografica e ci “scrive” sopra.
Farlo su pellicola significa che chi scatta la prima foto, oltre a non sapere esattamente come uscirà, non ha idea di come l’altra — a sua volta completamente ignara dell’immagine già impressa — lo sovraimpressionerà. Il risultato, pertanto, è una doppia scoperta.

Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)

«È pure un grande rischio, perché se una di noi due fa un danno, rovina anche gli scatti dell’altra. Poi c’è la questione dell’esposizione: chi scatta con un’esposizione più alta avrà la foto che predomina, ma finché non la sviluppiamo non sappiamo quale sia» dice Valentina.

È perciò il caso a decidere. O forse no. Forse qualche volta ci mette lo zampino quel legame forte che nemmeno il tempo e lo spazio sono riusciti ad allentare, perché di tanto in tanto appaiono entrambe nello stesso scatto, incontrandosi di nuovo, una accanto all’altra, per un magico istante, grazie alla fotografia.
Da quel gennaio 2016 a oggi sono oltre 700 gli scatti realizzati, una piccola selezione dei quali è ora stata raccolta in un poetico libro, D’Istanti, curato dal critico e curatore Luca Panaro, che è anche stato colui che — durante un workshop — ha dato a Valentina e Giulia l’idea di tradurre il progetto in una pubblicazione.

Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)

Lungi dall’essere un punto d’arrivo — perché le due amiche continuano e continueranno col loro diario visivo a quattro mani — D’Istanti, al netto della poesia, è un bel prodotto anche dal punto di vista editoriale, con pagine di diverse dimensioni — le foto grandi più panoramiche e quelle piccole dedicate agli autoritratti e agli “incontri” a distanza — e un inserto che contiene i testi delle due autrici e alcuni biglietti e cartoline che si sono scambiate negli anni.

Il libriccino è stato stampato in digitale su carta X-Per Premium White 120 gr. (da Faservice) e rilegato a punto Singer con filo bianco. La busta trasparente ha il titolo serigrafato (da Scrape Screenprinting).
È uscito in 30 copie numerate e firmate e si può acquistare online.

Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari, “D’Istanti”, autoproduzione editoriale, 2021
(courtesy: Valentina Baldelli e Giulia Rabarbari)
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