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Tesori d’archivio: Drawing Matter raccoglie disegni d’architettura e testi che esplorano il ruolo del disegno nella pratica architettonica

Scrittore, curatore e critico, il britannico Niall Hobhouse è anche un collezionista di disegni, bozzetti e modellini architettonici. Nella sua tenuta di campagna del Somerset, la Shatwell Farm, ne conserva a migliaia, da esemplari del sedicesimo secolo a opere contemporanee — «accanto a mucche, pecore, trattori e a un significativo gruppo di edifici di architetti contemporanei», precisa lui.

Frutto di oltre 25 anni di ricerche e acquisizioni, l’archivio messo insieme da Hobhouse è visitato ogni anno da oltre un migliaio di persone provenienti da tutto il mondo, perlopiù studiosi e studenti, e il materiale raccolto nella Shatwell Farm viene regolarmente utilizzato per ricerche, saggi e mostre, grazie alla grande disponibilità del fondatore e alla sua volontà di considerare quella in suo possesso come “materia viva”, dunque non solo da collezionare ed esporre ma anche da usare e mettere in dialogo con altre opere, altre epoche, altre discipline.

Chiamato Drawing Matter, il progetto di Hobhouse si sviluppa anche attraverso un sito, descritto come «un archivio in rapida crescita di testi che esplorano il ruolo del disegno nel pensiero e nella pratica architettonica», animato dal fatto di pensare «il disegno — inteso come azione e come oggetto — come qualcosa di più di carta e matita, di piano o sezione».
Già ben conosciuto nel mondo dell’architettura (ne parlò la rivista Abitare un paio di anni fa), Drawing Matter è molto meno noto in altri ambienti. Ed è un peccato, perché la considerevole quantità di immagini e testi — dai brevi frammenti ai lunghi saggi critici — rappresentano un vero patrimonio anche per chi non progetta edifici e strutture ma ha comunque a che fare con la pratica o lo studio del disegno, della progettazione e della rappresentazione visiva.

Per esplorare il sito si può vagare in verticale lungo la homepage o iniziare dall’indice relativo agli architetti e le architette, dove appaiono alcuni tra i maggiori nomi del passato e del presente; oppure da quello degli autori dei testi, dove si può trovare anche qualche sorpresa, come ad esempio un breve saggio dello scrittore britannico Graham Green o una lettera di John Cage in cui il compositore difende l’opera di Erik Satie, o ancora un affascinante disegno di Gio Ponti che incarna un po’ lo spirito che pervade il progetto di Hobhouse.

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