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La rivista Sindroms dedica ogni numero a un colore diverso: è la volta del verde

Durante le lunghe settimane in cui era vietato uscire se non per lo stretto necessario1, il paese si è sostanzialmente diviso in chi ha potuto vivere circondato soltanto dal cemento, chi aveva accesso a un giardino o comunque qualche spazio verde, e chi invece, lontano dalle città e immerso nelle campagne o nei monti, poteva scorrazzare liberamente tra campi e boschi. Facendo parte del #teamcemento e lavorando da casa, i parchi me li sognavo di notte. Ce li sognavamo di notte: tutta la famiglia.

Ci siamo ritrovati a seguire regolarmente gli aggiornamenti via Facebook dell’Orto Botanico, chiuso per decreto ministeriale. A carezzare avidamente le siepi altrui nel percorso casa-spesa. A osservare dalla finestra il grande ippocastano dell’inaccessibile giardino della scuola accanto per più tempo di quanto l’avessimo mai degnato d’attenzione in più di dieci anni, quasi che il solo posare gli occhi su quei rami, sulle prime gemme, sulle foglioline che via via spuntavano, spiando il traffico continuo di volatili che lo frequentavano, potesse in qualche modo saziare il nostro naturale, istintivo bisogno di contatto con qualcosa di verde e di vivo.

«Il verde è, sopra ogni cosa, il colore della vita», scrivono Miruna Sorescu, Ana Teodorel e Kotryna Abaraviciute, fondatrici della rivista Sindroms, che ha base a Copenhagen ed è un interessante contenitore di arte e cultura, splendidamente curato. La particolarità del magazine, ciò che lo rende un elemento unico, nel pur affollato panorama delle riviste indipendenti, è il fatto di dedicare ogni numero a un colore diverso, esplorandone significati e simbologie attraverso articoli di approfondimento, saggi brevi e serie fotografiche e illustrate realizzate ad hoc.

Dopo il rosso, il giallo, il bianco e il rosa, la redazione del magazine si è ritrovata a lavorare alla quinta uscita — che ha come tema appunto il verde — appena prima della “scoppio” della pandemia.
«Ci sembrava il momento perfetto», dicono dalla redazione, «considerando il momento in cui il nostro mondo si è ritrovato. […] Un momento che richiede alle industrie di ripensare processi e valori, e agli esseri umani di riconsiderare il loro approccio al consumismo, il loro stile di vita quotidiano e il contributo che danno alla società. Il mondo ha rallentato, facendo un passo indietro, per avere una visione a volo d’uccello della nuova realtà e dei nuovi comportamenti a cui miriamo».

Come ha fatto nei numeri precedenti, Sindroms ha affrontato il verde da molteplici punti di vista: la relazione uomo-natura, il concetto di prosperità in tempo di crisi climatica, la connessione perduta tra noi e il mondo naturale. Particolare rilevanza è stata data a un “tema nel tema”, quello dell’evergreen, il sempreverde, le cose — materiali e non — che durano e rimangono, tramandandosi di generazione in generazione.
Tutto questo in 160 pagine e in tutte le sfumature possibili di verde.

Sindroms n.5: Evergreen Sindrom si acquista online oppure nei pochi punti vendita selezionati in Italia: 10 Corso Como, Edicola 158, Fashion Room, Frab’s Magazines, Gucci Garden, Libreria Verso, Magwall, Reading Room e Tenoha Milano.

Sindroms n.5: Evergreen Sindrom (fonte: sindroms.com)
Sindroms n.5: Evergreen Sindrom (fonte: sindroms.com)
co-fondatore e direttore

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