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Scheve Palen: il mondo si è inclinato

Quel sofisticatissimo apparato di acquisizione ed elaborazione dati che abbiamo dentro alla scatola cranica, il cervello, ha una procedura automatica che gli permette di modificare la percezione del mondo fisico così da permetterci di interagire con quest’ultimo e muoverci agevolmente al suo interno, anche laddove i dati ricevuti dai sensi dovessero rivelarsi ambigui e incerti (come insegna la psicologia della Gestalt, il cervello istintivamente tende a non elaborare singoli fenomeni ma interi insiemi).

Ecco perché riusciamo a leggere un testo anche se non è perfettamente allineato in orizzontale — anzi, chiunque legga o guardi film e serie tv a letto sa che si può arrivare fino a quasi 45° e riuscire comunque a comprendere parole e immagini — e perché, quando incontriamo un palo storto, non perpendicolare al suolo, come spesso se ne incontrano nelle città e nelle campagne, per quanto possiamo concentrarci su quel palo e assecondarne l’inclinazione con la testa, sicuramente non avremo mai (quasi mai: chi ha fatto dei bei viaggi mentali in preda a LSD o psilocibina potrebbe pensarla diversamente) l’impressione di trovarci di fronte a una linea diritta su un orizzonte pericolosamente obliquo.

(foto e courtesy: Onno Blase)
(foto e courtesy: Onno Blase)

A differenza del cervello, tuttavia, un apparecchio fotografico registra quel che “vede”, senza alcuna attività neurale a plasmarne la percezione. Basta quindi ruotare la fotocamera per ottenere immagini nelle quali il resto del mondo — le strade, le case, gli alberi, la gente — sembra vittima di un incantesimo.

Una foto del genere la considereremmo curiosa. Due ci sembrerebbero affascinanti. Tre, quattro, cinque e l’effetto comincerebbe a diventare straniante, dato anche il magnetismo intrinseco del palo storto in sé, che mette sempre in azione il nostro istinto indagatore (chi lo avrà storto? Come? Quando sarà successo? Perché non è ancora stato raddrizzato? Mi reggerà se mi ci appoggio?).
Quando le foto diventano centinaia, abbiamo un progetto. O meglio, ce l’ha il designer olandese Onno Blase, che nel 2011 si è per la prima volta fermato, incuriosito, davanti a un palo inclinato nella stazione di Rotterdam Central e da allora ha cominciato a vederne ovunque, e a fotografarli.

(foto e courtesy: Onno Blase)
(foto e courtesy: Onno Blase)

Sono oltre 1000 quelli raccolti da Blase in tutto il mondo, caricati su Instagram e su Tumblr con il titolo di Scheve Palen: letteralmente “pali pendenti”.
Tra cartelli stradali e semafori, lampioni, dissuasori di sosta e segnali, scorrere attraverso il flusso di immagini è un’esperienza tanto disorientante quanto ai confini del perturbante (l’unheimlich di Freud), dato che, quando la familiarità iniziale comincia a sfumare, subentra un senso di inquietante spaesamento di fronte a una realtà che non è come ce la si aspetta.

Non potendo uscire e girare in cerca di nuovi soggetti, durante la quarantena il designer ha pensato di riguardarsi tutto il materiale accumulato negli anni e di lavorare a un libro.
Intitolato anch’esso Scheve Palen, è composto da 288 pagine e si può comprare online (il sito è in olandese ma non è difficile procedere con l’acquisto, e Blase mi ha assicurato di spedire anche in Italia).

Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
Onno Blase, “Scheve Palen”, 2020 (courtesy: Onno Blase)
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