Riscatti: l’archivio romantico delle foto perdute diventa un libro

In questi ultimi anni, d’estate, mi sono imbarcato nella missione di digitalizzare tutte le vecchie foto di famiglia per poi — tempo permettendo — raccogliere perlomeno alcune delle storie che ci sono dietro prima che queste svaniscano nel nulla, consumate dagli anni, dalla vecchiaia, dalla morte e infine dall’irrimediabile e inevitabile oblio, quando nessuno dei testimoni sarà più presente per raccontare. L’idea è quella di dare un po’ di linfa alle radici, e di conservare un po’ della loro solidità per le mie figlie.
Durante questa sorta di lavoretto estivo che mi sono auto-imposto, non ho potuto non notare l’enorme differenza nella quantità di materiale accumulato da ciascuna generazione: una quantità inversamente proporzionale all’età. Mia nonna, 86 anni, appare in meno di 400 scatti, la maggior parte dei quali risale all’ultimo decennio e sono opera mia. Tutto ciò che i suoi album restituiscono dei tre quarti di secolo che ha vissuto da bambina, ragazza, sposa giovanissima, madre, madre divorziata e nonna, sono appena qualche decina di fotografie. A fronte delle quasi 5000 di mia figlia, 11 anni.

Credo che stia qui una delle ragioni del fascino che le vecchie fotografie esercitano su di noi. Parlo delle vecchie foto di famiglia in generale: non soltanto le nostre ma anche quelle di completi sconosciuti.
Abituati a un infinito e onnipresente flusso di immagini digitali, gran parte delle quali irrilevanti, riconosciamo, in quei pezzi di carta in bianco e nero o color seppia, l’eccezionalità dell’evento fotografico. Le 60 o 70 foto di mia nonna sono — ecco il punto — tutte quante rilevanti, e probabilmente non ce ne sono altrettante tra le migliaia che ho fatto a mia figlia.
Tale eccezionalità la percepiamo, ovviamente, perché siamo a conoscenza — via via che le immagini ci portano indietro nel tempo — della straordinarietà del momento e della complessità pratica che c’erano dietro a ogni scatto. Ma non si tratta solo di questo: l’eccezionalità ci arriva anche da tutti quegli elementi che parlano attraverso le fotografie. Lo stare in posa, gli abiti, la costruzione dell’immagine: tutto, persino nelle foto “sbagliate”, contribuisce e agisce all’unisono ad amplificare la sensazione di singolarità dell’istante congelato dalla fotocamera.

Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)

Nel caso delle fotografie di sconosciuti, inoltre, si aggiunge un ulteriore livello: una patina di mistero e possibilità — «chi sono? Perché è stata fatta la foto? Che ne sarà stato di loro?». Una pellicola appiccicosa, piena di potenziale narrativo, sulla quale restano attaccate speculazioni e ipotesi, e sopra cui proiettare, magari, i propri ricordi e le proprie paure, come in una sorta di doppia esposizione, tanto per rubare una metafora alla tecnica fotografica.

«Qualche appunto sul retro segna l’anno, il nome di una persona o di un luogo; poche coordinate più utili alla fantasia che alla cronaca. Ed è qui che subentrano a volte persone che come medium si ricollegano a un mondo paranormale e cercano di riportare in vita memorie di sconosciuti, che siano reali o inventate», scrive lo scrittore Valerio Millefoglie nella prefazione di Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute, un libro che raccoglie parte del materiale uscito negli ultimi anni sul sito di Riscatti, un progetto nato nel 2015 dall’idea di Ivana Marrone, che è una di quelle “medium” di cui parla Millefoglie.

Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)

Marrone, che di mestiere fa la regista radiofonica, tempo fa acquistò in una bancarella del mercato delle pulci di Montesacro, a Roma, delle vecchie fotografie. 20 per due Euro. Ne postò una su Facebook, ne tirò fuori una piccola storia plausibile, e dal quel momento cominciò a collezionare altri scatti di sconosciuti, affidando poi quelle immagini a personaggi del mondo del giornalismo, dell’arte e della cultura, cercando di abbinare la foto alla persona — «seguendo l’istinto, anche se quasi sempre c’era qualcosa che per caso accomunava l’immagine all’autore», spiega Marrone — e chiedendo loro di scrivere dei micro-racconti da non più di 380 caratteri.

Sono in tutto 65 le fotografie raccolte nel volume, accompagnate da testi del fumettista e musicista Davide Toffolo, del cantautore Giovanni Truppi, della fotografa Simona Pampallona, dell’autore radiotelevisivo Errico Buonanno, del giornalista e autore Giorgio Cappozzo, della blogger Francesca De Salvia, del compositore Luca Longobardi, del musicista Francesco Di Bella, del musicista, regista e sceneggiatore Carlo Virzì, dello scrittore Flavio Soriga, dello scrittore e attore Alessandro Fullin, del giornalista e conduttore radiofonico Giorgio Zanchini, dello scrittore Roberto Saviano, del giornalista e scrittore Davide Orecchio, dello sceneggiatore Giorgio Nerone, del giornalista Fernando Masullo, del designer e illustratore Andrea Bozzo, del cantautore Dente, dell’operatrice culturale Francesca Mancini, dello scrittore Francesco Pacifico, del giornalista e scrittore Alessandro Mazzarelli, della regista e artista visiva Irene Dionisio, del giornalista e scrittore Giuseppe Rizzo, del giornalista e autore Massimiliano Coccia, dello scrittore Giuseppe Catozzella, della fotografa Noemi Gentiluomo, della scrittrice Antonella Lattanzi, dello scrittore Valerio Valentini, del giornalista e videomaker Carlo Ruggiero, della fotografa Claudia Ferri, dell’attore e autore Corrado Fortuna, dello scrittore Aldo Nove, del cantautore Iosonouncane, dello scrittore Vins Gallico, della performer burlesque Giuditta Sin, dello scrittore e sceneggiatore Giordano Meacci, la scrittrice Maria Rita Di Bari, l’attore e regista Riccardo Festa, la scrittrice Chiara Gamberale, lo scrittore e autore televisivo Matteo B. Bianchi, la scrittrice Nadia Terranova, la scrittrice Paola Moretti, l’artista visivo Francesco Ciavaglioli, la scrittrice e saggista Bianca Pitzorno, lo scrittore Claudio Morici, l’attore Carlo De Ruggieri, la scrittrice Caterina Venturini, la scrittrice Paola Soriga, la scrittrice Ester Armanino, il cantautore Pino Marino, il pianista Angelo Trabace, lo scrittore Paolo Di Paolo, il regista Francesco Lettieri, il cantautore Giorgio Poi, la poetessa Francesca Genti, lo scrittore e poeta Erri De Luca, il cantautore Vinicio Capossela, il condadino, camminatore e cantautore Maurizio Carucci, l’autore, attore, poeta e cantautore Ivan Talarico, il musicista e cantautore Gianluca De Rubertis, il fotografo Gianluca Vassallo, Susanna Marietti e Patrizio Gonnella dell’Associazione Antigone, la studentessa Martina Zucca, il cantautore Colapesce, la scrittrice e astrologa Melissa Panarello e la scrittrice Carolina Cutolo.
«Le diverse personalità che hanno deciso di condividere i propri fili narrativi con Ivana dimostrano quante dimensioni alternative si nascondano negli angoli più oscuri della mente, attivandosi solo quando entriamo in contatto con un oggetto che ci chiama o ci raggiunge telepaticamente», scrive la ricercatrice, scrittrice e critica della fotografia Cat Lachowskyj nella postfazione.

Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)

Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute è il primo libro pubblicato da Rvm Hub, interessante e multiforme realtà che si occupa di fotografia attraverso l’organizzazione di workshop, la produzione di mostre, la pubblicazione di una pluripremiata rivista e ora anche di libri.
La direzione artistica del volume è della bravissima Francesca Pignataro, che ha lavorato al progetto grafico insieme a Giovanni Cavalleri.
Notevole la sovraccoperta, che rivela all’interno la traduzione in inglese dei testi (a cura di Livia Franchini) ed è disponibile in tre varianti, con pattern d’epoca provenienti dal Letterform Archive (la verde, tratta da Contes du Temps Passé di Charles Perrault, LaCrampe, 1843, e la rossa, dal manoscritto Rothschild family Book of Hours, 1475 circa) e dalla Civica Biblioteca Guarneriana di San Daniele del Friuli (la sovraccoperta azzurra, tratta da Il mes de madone: canzonetis, 1874).

In uscita in questi giorni, si può pre-acquistare online.

Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
Ivana Marrone, “Riscatti. Archivio romantico delle foto perdute”, Rvm Hub, luglio 2020 (courtesy Rvm Hub)
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