I collage (e i video-collage) di Sara Vattano

Il collage è un’arte onnivora. Si nutre degli immaginari più differenti e funziona proprio grazie all’attrito che si crea tra elementi che provengono da mondi e da sistemi apparentemente incompatibili. Esattamente come nei sogni, i tasselli si incastrano, si intrecciano e si giustappongono per creare storie e sensazioni che sono al contempo familiari ed ignote, conosciute e totalmente nuove.

Ma a differenza del sogno, dove il regista è l’inconscio, nel collage è l’artista a operare la scelta dei frammenti, andando con quelli a costruire composizioni che vanno bel oltre la semplice resa grafica e che sfidano lo spettatore a ritrovare il filo, a leggere il messaggio, parlando allo stesso tempo sia all’io vigile che al pensiero subliminale.

Sara Vattano, collage analogico (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage analogico (courtesy: Sara Vattano)

Chi fa collage ha necessariamente una grande cultura visiva ma anche un’abilità fuori del comune nel creare collegamenti — talvolta tanto sottili da evaporare nel breve spazio tra l’opera e l’occhio di chi guarda — e nel muoversi a proprio agio tra le pieghe del linguaggio, visto che nella grammatica del collage le figure retoriche occupano un posto di primo piano.

Qualità che certo non mancano a Sara Vattano. Agrigentina, classe 1990, Sara ha alle spalle studi in architettura, arte e filosofia. Appassionata di poesia e arte giapponese, di vecchi film muti e avanguardie russe, di jazz e musica classica, di favole e di teatro, ha trovato nel collage la sua tecnica d’elezione, sviluppata negli anni in ogni modalità possibile, dalle composizioni analogiche a quelle digitali, fino ai video-collage, nel tentativo di espandersi oltre la bidimensionalità.

Sara Vattano, collage digitale (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale (courtesy: Sara Vattano)

Nei collage analogici, infatti, Sara gioca con le sensazioni tattili, applicando diverse consistenze e oggetti tridimensionali, mentre le animazioni introducono un ulteriore elemento, il suono, e si aprono alla quarta dimensione, quella del tempo.
Tratto comune, che trascende i vari media, è la figura femminile, di solito rappresentata senza volto — «con una maschera che ne cancella la vecchia definita identità e nelle gestualità liriche emotive di un corpo che nasconde un segreto», spiega l’artista.

Il risultato è un dialogo, talvolta inafferrabile e per questo ancora più affascinante, tra l’opera e l’inconscio di chi guarda. «Andare oltre quello che sentiamo e non vediamo», dice Sara, che pubblica i suoi lavori su Instagram.

Sara Vattano, collage digitale, animazione (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale, animazione (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale, animazione (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale, animazione (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale, animazione (courtesy: Sara Vattano)
Sara Vattano, collage digitale, animazione (courtesy: Sara Vattano)
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