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Shake: un carattere tipografico con il Parkinson

Per quanto affascinante e complicata, quella della progettazione di caratteri tipografici non è sicuramente la prima disciplina creativa che viene in mente quando si pensa a qualcosa capace di toccare le corde più profonde dell’animo.
Un’animazione può far commuovere, così come un’illustrazione, una fotografia, una grafica… Con un font bisogna ammettere che si tratta di un evento ben più raro, ma è questo il caso di Shake, «un carattere tipografico col Parkinson» come lo definisce Morten Halvorsen, il designer che l’ha realizzato.

Norvegese ma di base negli Stati Uniti, Halvorsen ha una madre cui, otto anni fa, è stata diagnosticata la malattia di Parkinson, che ancora oggi non ha una cura e che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, cambiando per sempre le vita di chi ne viene colpito e di tutti quelli che stanno loro attorno.
Tra i molti sintomi — tremori, difficoltà deambulatorie, alterazioni dell’umore e, nelle fasi avanzate, anche la demenza — c’è una trasformazione radicale della grafia, che tende a rimpicciolire e a diventare sempre più tremolante: da qui il nome del font, shake.

(fonte: writewithparkinsons.com)
(fonte: writewithparkinsons.com)
(fonte: writewithparkinsons.com)

Il nostro modo di scrivere è un segno — letteralmente — di ciò che siamo, proprio per questo Halvorsen ha preso la decisione (che, immagino, sia anche un tentativo di esorcizzare il dolore per mezzo del lavoro) di provare a preservare “un pezzetto” di sua madre attraverso la scrittura, campionando le singole lettere e creando quindi un carattere.
A rendere ancora più affascinante il progetto è il fatto che Shake evolverà, così come è destinata a evolvere — o meglio, involvere — la grafia della mamma. Ogni anno, infatti, il designer rilascerà una versione aggiornata del font.

Shake si può provare direttamente sul sito writewithparkinsons.com, dove è possibile acquistare il carattere lasciando una donazione (dai 5$ in su, che andranno interamente a finanziare ricerche sul Parkinson).
A chi avesse dei cari che soffrono di questa terribile malattia degenerativa, Halvorsen offre inoltre la possibilità di creare un font ad hoc: si tratta di un servizio a pagamento ma, pure in questo caso, i ricavi saranno totalmente devoluti agli istituti di ricerca).

(fonte: writewithparkinsons.com)
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