Coleotteri che non esistono

Il cosiddetto machine learning, in soldoni, consiste nel creare un sistema artificiale di apprendimento, al quale vengono assegnati dei compiti. Il sistema si “nutre” di dati e attraverso di essi si allena, imparando pian piano a distinguere, selezionare, scartare, creare, affinando sempre di più le proprie capacità.
Questo tipo di tecnologia la usiamo ogni giorno, spesso senza accorgercene nemmeno: è quella che fa funzionare gli assistenti personali virtuali, che filtra lo spam dalle nostre mail, che ci dice quanto sarà pieno un dato ristorante in una tal ora, che ci riconosce nelle foto postate sui social da qualcuno, che — sempre sui social — ci suggerisce di stringere amicizia o di seguire “persone che potremmo conoscere”.

Il designer catalano Bernat Cuni ha pensato invece di utilizzare tali sistemi per qualcosa di più futile ma comunque affascinante. Dando in pasto al software un libro di entomologia di fine ‘800, Cuni ha chiesto alle macchine di creare nuovi coleotteri, pubblicando il risultato del suo esperimento in un video pieno di insetti mai esistiti ma assolutamente realistici, inventati dall’intelligenza artificiale.

Per chi volesse appenderli al muro, ci sono anche delle stampe in vendita.

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