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I Bocciatori di Carlo Rainone

Cresciuto in un paesino di provincia, di partite di bocce ne ho viste molte. Anche se non c’era il classico circolo bocciofilo, di campi se ne trovavano diversi, frequentati quasi quotidianamente, col sole e con le nuvole, dal primo pomeriggio fin quando la luce consentiva di vedere il pallino. Passeggiando per la strada sentivi urlare la piccola folla, o ti arrivava l’occasionale bestemmia: ti affacciavi e al di là della rete vedevi gruppetti di anziani, scamiciati cinquantenni col baffo a manubrio, qualche ragazzino che affinava il tiro e non capiva mai del tutto le battute a doppio senso dei più grandi.
Insospettabilmente, in borghi da meno di tremila anime potevi trovare pure dei veri maestri, tanto che a casa di un mio amico delle elementari c’erano mensole piene di coppe di campionati regionali e — se non ricordo male — pure nazionali, vinte dal padre e dal nonno.

Ci sono coppe, ci sono campionati, e dunque campioni, e circoli e federazioni, ma non è ancora chiaro se le bocce siano uno sport e meno.
Ne parla Carlo Rainone nel suo progetto Bocciatori, nato andando in giro per l’Italia, tra il 2017 e il 2018, a fotografare “i luoghi delle bocce”.
«Non è mai stato deciso se si tratti di uno sport o di un gioco: come se si parlasse di due mondi senza osmosi». Rainone, che ha trent’anni, è di Napoli, e fa il fotografo documentarista, riporta un testo del grande Gian Paolo Ormezzano. «Vessate dalla letteratura, le bocce lo sono anche dallo sport».

Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)
Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)

Spesso considerato un passatempo per vecchi, le bocce in realtà sono giocate da persone di tutte le età — uomini, donne, anziani, ragazzi, bambini — e sono oltre 100.000 gli iscritti alla Federazione Italiana Bocce (per dare un’idea: è lo stesso numero di quelli della danza sportiva, più di quelli del rugby, il doppio di quelli del canottaggio, quasi dieci volte in più di quelli del baseball/softball/football1), che fa parte del Coni. Quindi, perlomeno in Italia, è ufficialmente un sport. Qualcuno lo dica al comitato olimpico.

Ma anche se non dovessimo mai vedere dei giocatori di bocce — quali bocce, poi? Ci sono varie discipline: a volo, Raffa, Pétanque — vincere l’oro sul podio di qualche edizione dei Giochi Olimpici, i bocciofili non sono tipi da rimanerci troppo male.
«Se tutti i bocciofili del mondo si riunissero,» recita il testo di Ormezzano, «farebbero comunque congreghe più che assemblea, campielli più che adunata».

Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)
Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)
Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)

Nella serie Bocciatori, il fotografo tira fuori tutta la magia di questo mondo, un mondo in cui — forse più che in ogni altro gioco sportivo — il confine tra il professionismo e il circoletto di paese, tra l’agonismo e la merenda in compagnia o il bicchiere di vino tutti assieme dopo la partita è assai labile.

«Uno sport così preciso, affidato a sfere che si raggruppano attorno a una sfera più piccola, oppure ne colpiscono altre nella maniera balisticamente più esatta che ci sia, si sfrangia, si orpella, si imbelletta, si corrompe di cose varie, irregolari. E modi e metodi di giocare fanno sì che ognuno, nel suo intimo, possa sentirsi, per un “colpo” riuscito, in quel preciso momento, il migliore del mondo. Il che non accade, mettiamo, in certi altri sport: mai un calciatore si sentirà Pelè, un nuotatore Spitz, un golfista Trevino, un ciclista Moser, un cestista Malone, uno sciatore Thoeni», spiega il testo.

Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)
Carlo Rainone, “Bocciatori” (courtesy: INSTITUTE)

Di recente Bocciatori è diventata anche una pubblicazione, realizzata dalla piccola casa editrice indipendente Barracuda, nata dall’idea dello studio From Outer Space, a sua volta fondato da Anna Paola Buonanno e Piergiorgio Italiano.

Tra libro e fanzine, con un estetica che ricorda quella lei libretti per segnare i punti (il design è opera di Alessandro Piacente), Bocciatori è un’edizione limitata: ne sono state prodotte solo poche decine di copie, tutte stampate in risograph, che si possono acquistare online.


Disclaimer: nella prima stesura dell’articolo avevo erroneamente attribuito il testo riportato in Bocciatori a Carlo Rainone. Si tratta di realtà di frammenti tratti da Discorso sulle bocce, di Gian Paolo Ormezzano, originariamente uscito in Grande Enciclopedia delle Bocce, 1985.

Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
Carlo Rainone, “Bocciatori”, Barracuda, 2019 (courtesy: Barracuda)
co-fondatore e direttore

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