Galapagos: dopo il font e il gioco arrivano le piastrelle

In un ideale remake del celebre saggio Da cosa nasce cosa di Bruno Munari dovrebbe esserci un capitolo dedicato al designer Felix Salut. Da un suo singolo progetto di qualche anno fa, infatti, sono germogliate altre iniziative che sono andate a toccare campi assai differenti.

Tutto è cominciato nel 2014, quando Salut girò un cortometraggio intitolato Shut Up I’m Counting, un’avventura concettuale nella quale i due protagonisti sono intrappolati in un mondo di simboli, segni, frammenti e sistemi.
Per quel filmato — che in seguito diventò anche un libro — il designer inventò un gioco fatto di tessere con su stampate delle forme geometriche (per chi guarda il video, appare al minuto 6’57”).

(foto: Blommers / Schumm | fonte: felixsalut.com)
(foto: Blommers / Schumm | fonte: felixsalut.com)

Il gioco, ribattezzato Galapagos, in seguito si è trasformato in un carattere tipografico, realizzato in collaborazione con la fonderia digitale svizzera Dinamo, e poi è tornato nuovamente in versione ludica, stavolta prodotto in edizione tascabile.

E cos’è che assomiglia alle tessere di un gioco? Le piastrelle. Ed ecco dunque il nuovo (ma forse non l’ultimo) “da cosa nasce cosa” di Salut: le Galapagos Tiles, che sono appunto piastrelle 10x10cm e permettono — esattamente come le altre incarnazioni dell’idea — di comporre forme o lettere, ma stavolta sui muri e potenzialmente anche con una dimensione in più a disposizione.

Realizzate in gres porcellanato smaltato, si possono ordinare online. Quelle con le forme blu sono serigrafate.

(foto: Blommers / Schumm | fonte: felixsalut.com)
(foto: Blommers / Schumm | fonte: felixsalut.com)
(foto: Blommers / Schumm | fonte: felixsalut.com)

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