The Dictionary of Female Feelings, le emozioni femminili nel progetto di Unwind Studio

Per esperienza, so che delle volte quando il mio cuore accelera, non è sempre un fattore puramente organico, ma nasconde qualcosa. Stessa cosa vale per una fitta allo stomaco o una alla testa, una giornata di nausea o una di estrema debolezza. Ci ho girato intorno molto a lungo, ho percorso tantissime strade, la gran parte delle quali, a detta di internet, mi avrebbero dovuto condurre direttamente al campo santo. Poi alla fine ho ceduto, ho riconosciuto che oltre di essere dotata di un corpo, sono dotata di una mente, o di un’anima, se preferite, che sono connesse tra loro, e che io stavo fuggendo dalle mie stesse emozioni.

Non è un affare facile, anche se siamo nel 2019, essere una donna e muoversi in questo spaventoso mondo emotivo che c’è dentro di me: ammetto con una certa vergogna che per piacere agli uomini, riuscire nel lavoro e nello studio, essere vista dal mondo che mi circondava, quello fosse decisamente un vaso di Pandora da lasciare ben sigillato. La fregatura è che se non cominci a socializzare con il contenuto di quel vaso, il contenuto prende controllo di te e ti trascina in luoghi dove preferiresti non andare, luoghi in cui ogni parte del tuo corpo urla a modo suo attraverso il dolore oppure decide di funzionare senza chiederti indicazioni e molto altre cose più o meno piacevoli. Ma come si fa quando riuscire a verbalizzare tutto questo è dannatamente difficile e spaventoso e soprattutto non hai idea da dove iniziare?

(courtesy: Unwind Studio)

Lo studio indipendente di graphic design con base a Varsavia, Unwind Studio, ha dato vita ad un progetto che sembra fatto per me e per tutte le donne che sanno bene di cosa parlo, ahimè. Si chiama The Dictionary Female of Feelings e con una bellissima veste grafica raccoglie una definizione di certe sensazioni ben note al gentil sesso e non solo.

Non si tratta di un mucchio di parole accademiche accompagnate da un bel lavoro artistico, ma di storie di chi ti porta dentro il proprio corpo, la propria esperienza, ti tende una mano e ti dice che non sei sola. Chi legge riesce finalmente a capire di non avere nulla di guasto dentro di sé e quella è la prova del nove, mentre ogni definizione la riconduce a quel momento in cui, vergognandosi di se stessa, è rimasta in un angolo senza chiedere aiuto o condividere la sua esperienza. E anche se il nome sembra indicare una preferenza per un pubblico femminile, forse sarebbe il caso di riconoscere che le emozioni sono vissute da ognuno di noi, non in base al nostro sesso, ma alla nostra appartenenza al genere umano. Almeno questo di viaggio cerchiamo di farlo assieme.

(courtesy: Unwind Studio)
(courtesy: Unwind Studio)
(courtesy: Unwind Studio)
(courtesy: Unwind Studio)
(courtesy: Unwind Studio)
Altre storie
Orsi polari e donne sugli alberi: le foto ritrovate di Jochen Raiß