Intervista ad Alice Arcangeli, autrice del “Masturbation Diary”

«Ama te stessa e masturbati».
L’invito è chiaro, ma d’altronde già dalla copertina è impossibile cascare in errore. Il Masturbation Diary è esattamente ciò che sembra e, come tutto ciò che è evidente — un paio di forbici, un appendiabiti, un cavatappi, una matita —, non ha bisogno di un libretto di spiegazioni, un’introduzione, un manifesto programmatico. Chiunque abbia la vagina sa a cosa serve e come si usa, ma forse è anche per questo che, nella sua semplicità, un diario sul quale annotare data, modalità, durata, intensità dell’orgasmo, fantasie e storie legate a un atto naturale eppure quasi innominabile come la masturbazione femminile è spiazzante.

Per questo ho deciso di parlarne con l’autrice, una giovane designer e performer bolognese: Alice Arcangeli, in arte Aliche SBRB. Seduti a un tavolo del Fermento, in Bolognina, birre per me e spritz per lei, ne abbiamo discusso.


Alice Arcangeli aka Aliche SBRB, “Masturbation Diary” (foto: Frizzifrizzi)

Com’è nato il Masturbation Diary?

Ho sempre disegnato, da quando ne ho memoria, ma fino a questo momento non avevo mai approfondito temi quali ad esempio il sesso perché davo per scontato che, nel 2019, fossimo tutti abbastanza cosci di quello che abbiamo in mezzo alle gambe e il potere di farci ciò che vogliamo. Ovviamente sbagliavo. E così ho iniziato a pensare alle basi.
Ho avuto la fortuna di cominciare a collaborare con due ragazze molto capaci, due fotografe, Sara Lorusso e Greta Langianni. Insieme abbiamo aperto un piattaforma per ragazze che si chiama Mulieris, dove io mi occupo della parte relativa a grafica e illustrazione.
Il primo tema che abbiamo scelto di affrontare con Mulieris è stata proprio la masturbazione femminile e dunque ho scavato un po’, arrivando alla conclusione che, come ho detto prima, non è affatto qualcosa di scontato, assodato, “normale”, né per molti adulti né, ed è ancora più triste, per molti ragazzi e ragazze.

Come funziona Mulieris?

L’idea è di proporre un tema, sul quale poi le artiste possono lavorare.
Io conoscevo Sara perché le ho sempre fatto da modella e lei era in un corso con Greta, che quindi ho conosciuto. Greta aveva già visto i miei disegni. A tutte noi piacevano i lavori delle altre, avevamo gusti ed estetiche simili. Greta, per la parte pratica della sua tesi, voleva fare un progetto sulla possibilità di presentare e fare il manager di se stessi in rete, e decidemmo di partire da lì.
Inizialmente pensavamo a una pagina Instagram ma poi in poco tempo abbiamo progettato una piattaforma, Mulieris appunto. Questo succedeva a febbraio 2019. In appena un paio di settimane abbiamo messo su il sito e lanciato una call. La risposta è stata incredibile. Tantissime artiste si sono interessate alla cosa nonostante noi non avessimo ancora nulla di concreto in mano. È stata una sensazione bellissima. 
Il primo numero, col tema “masturbazione femminile”, è andato online a marzo e c’è stato subito tantissimo interesse, sia per i lavori delle artiste che hanno partecipato sia per Mulieris stesso.
Oltre alle opere, per ogni numero c’è anche un’intervista. La prima l’abbiamo fatta a Gaia Galizia.

Quindi il Masturbation Diary è nato all’interno di questo progetto. E che tipo di risposta hai avuto da chi ha visto il diario?

Ho avuto poche risposte negative ma ovviamente sono quelle che ti rimangono più impresse, che ti fanno rimuginare. Ne ho avute di più da quelli della mia fascia d’età. Molti semplicemente non mi hanno dato un riscontro. Altri hanno espresso il loro disgusto per la masturbazione femminile. Ma io non ho fatto questo per convincere la gente a masturbarsi.
Qualcuno invece si è lamentato del fatto che io non abbia creato un diario come questo però per ragazzi, al che spiegavo che, essendo un progetto nato attorno al tema proposto da Mulieris, avevo semplicemente seguito quello.
Poi c’è stato chi l’ha vista come una ricerca di attenzione da parte mia. 

Alice Arcangeli aka Aliche SBRB, “Masturbation Diary” (foto: Frizzifrizzi)

A proposito di questo: immagino che un progetto come questo possa attirare molestatori.

Da quando ho cominciato a lavorare su temi come il femminismo e la masturbazione, postando contenuti relativi a queste cose su Instagram, è aumentato esponenzialmente numero di tentativi di flirt e di molestie.
Quando ho fatto la modella per Sara [Lorusso, ndr] postavo le foto che mi scattava, poi a un certo punto ho deciso che il mio profilo sarebbe stato unicamente dedicato alle mie opere: a quel punto l’attenzione nei miei confronti è diminuita. Basta mettere invece foto con corpo, faccia, pelle, carne, allora ricominciano quelli che tampinano. Ma è diverso rispetto a quelli che magari ti rompono le scatole per strada. Lì è il caso che vuole che io passi di lì quando c’è uno che si sente in diritto di lanciarti un commento. Ed è solitamente un ignorante. Sui social invece lui è lì perché vuole essere lì. E spesso non sono persone così distanti da me: sono ragazzi della mia età, che potrebbero benissimo essere quelle che vengono in questo stesso posto a fare l’aperitivo.

È un tema sul quale ammetto di essere piuttosto ingenuo, perché vivo davvero molto lontano da questo tipo di esperienza social, ma da quanto senso dalle amiche e dalle ragazze che conosco non ce n’è nemmeno una che non abbia almeno un maniaco a molestarla via Instagram o Twitter o Facebook.
E se provi a rispondere?

Mi scrivono «te le cerchi».
E non ti dico quando ho postato questo, dove non c’era neanche la carne. In pochi minuti è arrivata una montagna di messaggi. Chiedevano «foto, foto, foto». E mi mandavano le loro foto.

Alice Arcangeli aka Aliche SBRB, “Masturbation Diary” (foto: Frizzifrizzi)

Ma ci sono state anche risposte positive, immagino.

Prima mettevo online, su Instagram, solo le mie illustrazioni. Poi ho iniziato a promuovere di più i miei ideali, la mia visione delle cose, e da lì ho visto un cambiamento nella risposta di chi mi segue, ricevendo molti attestati di stima.

È cambiato il rapporto.

Sì. Non so se per via dell’argomento, che per alcuni è delicato, ma è aumentata la confidenza. Il “mi piace” e basta si è trasformato in ringraziamenti, confessioni di traumi personali, piccoli e grandi, e questo, il fatto che una persona si sia sentita così a suo agio di aprirsi totalmente con me, mi ha fatto piacere. Sapere di essere stata coinvolta in un passo che per qualcuno è gigantesco.

Alice Arcangeli aka Aliche SBRB, “Masturbation Diary” (foto: Frizzifrizzi)

Perché, dato il tema, hai scelto di fare un diario e non, chessò, un manuale?

Mi è venuto in mente mentre ero macchina con Sara [Lorusso, ndr]. «Ah cavolo, sarebbe carino fare le recensioni degli orgasmi, no?», ho detto. Abbiamo cominciato a parlarne. Lei sosteneva che, essendo tutti molto diversi l’uno dall’altro, sarebbe stato difficile. Una volta da sola ho iniziato a pensarci: cos’è che può cambiare? Quali sono le variabili? E ho buttato giù lo schema, che comunque è molto aperto. Nella durata non ci sono numeri. L’intensità, a parità di numero, può essere diversa tra una persona e l’altra.

Dove l’hai venduto? 

Principalmente online. L’hanno comprato anche dall’estero — Spagna, Portogallo, persino dall’India.
Ovviamente, sono molte di più le ragazze. Ma c’è stato anche qualche maschio.

Hai provato imbarazzo nel farlo vedere, all’inizio?

No, più che altro sono rimasta scandalizzata dal fatto che potesse scandalizzare qualcuno. Io, dopo averlo fatto vedere a mia madre e a una mia professoressa delle superiori, di imbarazzo non ne ho più.

Alice Arcangeli aka Aliche SBRB, “Masturbation Diary” (foto: Frizzifrizzi)
Alice Arcangeli aka Aliche SBRB, “Masturbation Diary” (foto: Frizzifrizzi)
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